(ASI) Nizza - Sembra ormai inevitabile, la perdita di potere militare e territoriale dell'Isis in Iraq e in Siria comporta necessariamente una maggiore aggressività degli attentati compiuti all'estero.

Nizza, ore 22:30. Lungo la Promenade des Anglais famiglie, giovani, uomini e donne in festa per il 14 luglio, data della presa della Bastiglia durante la rivoluzione francese, sono stati implacabilmente travolti e massacrati da un tir in corsa, circa 80 km la velocità, entrato incredibilmente nella zona a traffico limitato e chiusa al traffico, e capace di provocare 84 vittime seminando il panico generale.

Ancora una volta il governo Hollande è stato costretto a prorogare lo stato di emergenza, prima previsto fino alla fine di luglio, ora prolungato per altri tre mesi.

Il cordoglio è stato generale e comune ad ogni sponda politica, da Papa Francesco a Theresa May, da Merkel ai vertici della politica italiana.

La Francia è così ancora una volta sotto attacco mentre tanti erano pure i cittadini italiani a Nizza, non si sa quanto coinvolti nell'attacco ma certamente partecipi, almeno come testimoni oculari della strage.

Tanti si sono riparati nei negozi della costa, altri sono corsi in spiaggia, eppure a nulla le norme di sicurezza e la prevenzione del terrorismo sono servite per impedire a un solo uomo di noleggiare un tir e di usarlo come arma letale.

Bambini senza genitori, familiari in apprensione per i propri cari, tanti corpi massacrati ancora distesi sulla strada alle prime ore di questa mattina.

Le unità di crisi, anche in Italia, sono state immediatamente attivate, ma accertamenti e ricerche sono ancora in corso nell'area circoscritta.

Ci sono molti interrogativi sul comportamento dell'attentatore prima dell'attacco, un residente di origine tunisina di 31 anni, già noto come persona violenta in passato, e come questo tir sia entrato in un'area chiusa completamente al traffico durante i festeggiamenti nazionali.

Non è certo se poi il terrorista responsabile abbia agito da solo, la caccia all'uomo è aperta in tutta la Provenza.

Una pista dell'intelligence testimonierebbe che anche un altro furgone sarebbe stato noleggiato due giorni prima dell'attacco, non si sa esattamente per quali fini, ma è ancora presto per approfondire la sequenza temporale dei fatti.

"Resta il dolore, rimane la rabbia verso qualcosa di sempre più subdolo e difficile da prevedere." Queste le parole a caldo della ministra della Difesa Roberta Pinotti.

La Francia sanguina ancora, ma è solo ferita aperta di un'Europa evidentemente impotente di fronte alla minaccia della natura del terrorismo contemporaneo.

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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