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Spoleto, successo per il Concerto Finale del Festival dei Due Mondi tra dialogo musicale e tradizione

(ASI) Il Duomo di Spoleto e la sua piazza sono di una bellezza unica, una bellezza che aumenta durante il Festival dei Due Mondi ed aumenta ancora di più nel Concerto Finale che quest’anno si è tenuto domenica 12 luglio. 

Di Francesca Castellani 14 Luglio 2026 – 10:52 2 min di lettura

(ASI) Il Duomo di Spoleto e la sua piazza sono di una bellezza unica, una bellezza che aumenta durante il Festival dei Due Mondi ed aumenta ancora di più nel Concerto Finale che quest’anno si è tenuto domenica 12 luglio. 

 Il Festival dei Due Mondi ha calato il sipario con un concerto conclusivo che non è stato una semplice esecuzione, ma una  vera  e propria  emozione. Sotto un cielo sereno e caldo , la Filarmonica Teatro Regio Torino, guidata dalla direzione magistrale e carismatica di Gianandrea Noseda, ha regalato al pubblico un viaggio sonoro straordinario, capace di far dialogare Europa e America attraverso le note di Menotti, Bernstein e Dvořák.

La grande novità di quest'anno è arrivata a metà serata: l’ intervallo. Se nelle edizioni passate il flusso musicale del Concerto Finale procedeva ininterrotto fino all'ultima battuta, questa pausa si è rivelata un’intuizione felicissima. Non solo un momento tecnico , ma un momento intimo e sospeso per guardarsi negli occhi, commentare a caldo lo stupore della prima parte e, soprattutto, salutare gli amici e i presenti incrociati in questi giorni di festival. Un respiro necessario che ha unito ancora di più la platea.

Il secondo tempo ha poi spinto l'acceleratore sull'intensità, con i musicisti della Filarmonica e Noseda in perfetta performance, trascinando il pubblico in un finale strepitoso che ha letteralmente strappato gli applausi al pubblico, rimasto per qualche istante in apnea prima di esplodere in una standing ovation travolgente. E quando sembrava che la magia fosse compiuta, è arrivato il regalo più bello.

Un bis straordinario e generoso. Il Maestro Noseda ha scelto di congedarsi regalando una pezzo  della nostra tradizione: la sinfonia da "I Vespri siciliani" di Giuseppe Verdi, introdotta dalle parole del direttore come il perfetto legame culturale tra i due mondi. 

Anche quest’anno Spoleto con il suo Festival e con il suo Concerto Finale ha fatto battere il cuore al suo  pubblico appassionato ed immancabile.

Francesca Castellani - Magenzia stampa Italia 

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