(ASI) Che la politica abbia sempre cercato di influenzare lo sport, facendo capolino in manifestazioni di un certo rilievo per esercitare pressioni di diversa natura e relativi ad àmbiti che nulla avrebbero a che fare con lo sport è cosa nota e risaputa, basti pensare al boicottaggio dei Giochi Olimpici del 1980, tenutisi in Unione Sovietica, quando gli Stati Uniti, seguiti da altri 64 Paesi, decisero di non partecipare, a causa dell’invasione dell’Afghanistan da parte dei sovietici.

E anche il fatto che la storia si ripeta è un fenomeno talmente assodato che, da più parti, nasce costantemente l’invito a studiare di più e più in profondità il nostro e l’altrui passato per realizzare quanto di meglio i nostri antenati avevano già pensato e per evitare i loro piccoli e grandi errori.

Ed è così che di storia ne avranno studiata poca, le alte sfere del PGA of America, dato che, dopo sette anni di preparativi, con una brusca quanto improvvisa decisione, hanno deciso di rescindere l’accordo con il Trump Bedminster, siglato anni fa per lo svolgimento del PGA Championship 2022. Il presidente dell’associazione JimRicherson, ha dichiarato che il Consiglio di Amministrazione ha votato per chiedere la rescissione dell’accordo con il Trump National, dopo i disordini al Campidoglio di Washington, per i quali Donald Trump sarebbe stato indicato come fomentatore.

La preoccupazione dell’Ente, sarebbe quella di perdere autorevolezza qualora il torneo girasse su un campo di Trump. Secondo il Presidente della PGA lasciare la sede al Bedminster danneggerebbe addirittura il loro marchio, impedendo di realizzare i loro progetti e di “sostenere la longevità della loro missione”. Tutto questo perché Trump sostiene che alle ultime elezioni presidenziali si siano verificati dei brogli elettorali gravissimi.

Senonché i dirigenti della struttura, rimanendo su di un piano di ragionevolezza, hanno sottolineato come gli accordi per il campionato 2022 fossero stati presi nel 2014, quando Trump non era ancora entrato nemmeno in politica e un rappresentante della Trump Organization ha dichiarato che “Abbiamo sempre avuto una bellissima partnership con la PGA of America e siamo incredibilmente delusi dalla loro decisione. Si tratta di una palese violazione di un contratto che è vincolante e non prevede la possibilità di rescissione”.

Ultimussed non postremusc’è da dire che per preparare un evento del genere ilBedminster Golf, dove una quota associativa può arrivare a costare $ 300.000, ha già investito diversi milioni di dollari, che andranno irrimediabilmente perduti qualora il torneo non avesse luogo. Che la vicenda finirà in tribunale è poco ma sicuro e il PGA non brilli per coraggio è un dato che si sta facendo strada nel cuore di molti golfisti. Una domanda ora sorge spontanea. Per accedere ad un campo da golf, in futuro, oltre al certificato di handicap, sarà necessaria la tessera del partito?

Francesco Maiorca – Agenzia Stampa Italia

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