(ASI) La Ferrari è tornata a volare. Dall'Australia al Bahrain per far vedere che il cavallino rampante è tornato e che potrà dire la sua per tutta la stagione. In meno di sei mesi è passato dalla quinta e sesta posizione a quella per il podio.

Questa rossa ricomincia a sorridere, piace sia in pista che fuori, grazie anche ad un "gruppo" affiatato. Le fondamenta ? quattro poker d'assi: il team principal Arrivabene, voluto fortemente da Marchionne, il direttore tecnico James Allison, il tedesco Sebastian Vettel e il finlandese Kimi Raikkonen.

La Ferrari ha la sua arma vincente nel grande equilibrio fra meccanica ed aerodinamica, che si traduce di conseguenza in un ottima gestione degli pneumatici sul passo gara e prestazioni di buon livello in tutte le aree.

Da quanto si è visto la Ferrari 2015 è una monoposto ben bilanciata, che riesce a sfruttare per intero il potenziale a disposizione, tratta bene le gomme e possiede un sistema di raffreddamento molto efficiente, in modo tale da non dover praticare molte aperture sulla carrozzeria, vantaggio in più rispetto agli altri.

Personaggio certamente sopravvalutato in molti aspetti Kimi, ma non nella velocità. Pilota che ha sprecato molto del suo talento, fra la troppe vodka della prima carriera e le divagazioni dei rally. Ma la Ferrari ha avuto il coraggio di rischiare e puntare di nuovo sul figliol prodigo, grazie al podio nel GP in Bahrein (2°) "l'iceman", l'uomo ghiaccio è un altro pilota, rispetto a quello scontroso e avvilito dell'anno scorso. Ora l'ex campione del mondo riesce a guidare come sapeva fare solo lui, ripagando così la Rossa e il team di tanta fiducia datagli.

Ma non dimentichiamoci di Vettel, il tedesco ha realizzato una gara perfetta nel Gran Premio della Malesia, riportando la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo due anni di delusioni. Il degno erede di Michael Shumacher ? forse, solo il tempo lo dirà, paragonato al campionissimo sia per gli atteggiamenti che per l'approccio al lavoro.

E' impossibile fare un confronto tra qualunque pilota e Michael, perché quello che lui a fatto e qualcosa di unico, eccezionale. Vettel deve aprire un nuovo ciclo in Ferrari, crescere ancora molto su tutti i punti di vista.

Il tedesco non ha ancora la giusta mentalità, l'esperienza necessaria, però arriveranno volta per volta, vittoria dopo vittoria, sconfitta dopo sconfitta. Che il gioco abbia inizio.


Francesco Rosati - Agenzia Stampa Italia

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