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MINI TRANSAT. Giancarlo Pedote rompe il bompresso e arriva secondo alla Mini Transat

Di Redazione ASI 2 Dicembre 2013 – 17:20 3 min di lettura
(ASI) E' di Giancarlo Pedote il secondo gradino del podio della Mini Transat, che quest'anno si è eccezionalmente sviluppata su di un percorso unico di oltre 3700 miglia che ha portato i 76 skipper partiti da Sada in Spagna lo scorso 13 novembre a Point à Pitre, in Guadalupe, passando per Lanzarote.

 

Giancarlo ha tagliato la linea di arrivo a largo del porto caraibico alle 20h 41m 30s (l'una e 41 in Italia)completando il percorso di questa edizione ad una media di 8,29 nodiin 18 giorni, 15 ore e 56 minuti e 30 secondi, durante i quali è stato in testa per un totale di 14 giorni.

 

Dopo aver rotto il bompresso e averlo riparato in un tempo record di 3 ore, Giancarlo ha perso la leadership a favore di Benoit Marie (Benoitmarie.com, che ha tagliato la linea di arrivo alle 17h 46m 05s ora locale) a 250 miglia dall'arrivo di questo percorso che l'organizzazione ha eccezionalmente definito dopo la divisione della prima tappa in due parti (a causa del maltempo che è stato motivo del grosso ritardo della partenza) e il successivo annullamento della prima di queste parti, che avrebbe visto Giancarlo vincitore.

 

Resta di Giancarlo il record di percorrenza nelle 24 ore: 273,89 miglia percorse il 14 novembre.

 

Qui il racconto di Giancarlo raccolto da Francesca Pradelli:

 

1) Qual è stato il momento decisivo della corsa, cos’è successo l’ultima notte?

Ce ne sono stati molti di momenti decisivi. L’ultima notte è successo che ho rotto il bompresso e ho dovuto ripararlo con i mezzi di bordo. Ci ho messo tre ore, ero assolutamente tranquillo di quello che stavo facendo, conosco la barca a memoria, l’ho smontata e rimontata vite per vite due volte.

 

2) un resoconto generale sull'andamento della sua regata: momenti critici, difficoltà, etc.

Ho avuto molti problemi, già a partire da Sada: un’onda mi ha preso, la barca ha immerso la prua nell’acqua, io ho urtato molto violentemente la coscia contro un winch, il timone si è completamente staccato e ho passato le 2 ore successive con le mani in acqua. Poi a 5 miglia da puerto Calero mi sono accorto che avevo una crepa nello scafo, quindi mi sono detto “o mi fermo o faccio resina” e ho deciso di fare resina, che ha tenuto, ma ho finito tutta la resina che avevo in barca. A 300 miglia dall’arrivo ho rotto il bompresso, è li che ho perso molto. Avevo un sacchetto con la silice per fare la resina, che si è bucato e la polvere ha invaso tutto l’interno e mi sono intossicato. Alla fine non avevo più guanti, ho fatto la resina con le mani. Quindi ho avuto molte rotture, ma sono riuscito a riparare tutto.




Approfondimenti: La Mini Transat

 

La Transat 6.50 è la traversata atlantica che si corre con le più piccole imbarcazioni da regata, i Mini 6.50, barche a vela di 6 metri e mezzo.

 

Creata nel 1977 da Bob Salmon, si svolge ogni due anni su un percorso complessivo di ca. 4000 miglia da affrontare in solitario e senza contatti a terra: non sono ammessi a bordo né telefoni, né alcun mezzo per comunicare con altri se non il comitato organizzatore.

 

Competizione, situazioni meteo spesso complesse e solitudine non sono le uniche difficoltà con cui gli skipper devono confrontarsi: la Transat 6.50 non ammette alcun comfort. Nessun computer di bordo, né strumento meteo se non un barometro, niente letto, né cucina: solo un jet-boil per scaldare dell'acqua e preparare qualche pasto caldo liofilizzato.

 

Impegnativa dal punto di vista sia fisico sia mentale, la Transat 6.50 è conosciuta in tutto il mondo per essere la più estrema delle traversate atlantiche, un'avventura agonistica ricca di fascino e spettacolarità ma anche insidie che, spesso, provengono non tanto dall'esterno quanto dalla gestione del mezzo e delle proprie forze.

 

Dopo l’esperienza dell’edizione 2009, in cui ha ottenuto la quarta posizione nella categoria serie, nel 2013 Giancarlo è tornato a partecipare a questa regata, scegliendo la categoria prototipi.

 

Nota della Redazione

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