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(ASI) A Sada è ancora fermento. Questa notte altri 10 ministi che, durante quella che doveva essere la prima tappa, avevano fatto scalo a Gijon, sono giunti a Sada. Il trasferimento è stato duro: raffiche a 40 nodi e onde che hanno colpito le imbarcazioni anche in malo modo (il 7 novembre Katrina Ham si è ribaltata ed è caduta in acqua). Poche le ore per recuperare: la direzione di corsa ha confermato che la partenza della Mini Transat 2013 avverrà domani alle 15.00 e che il porto di arrivo sarà non più Lanzarote, come previsto in origine, ma direttamente Pointe-à-Pitre, al di là dell'oceano.

Lanzarote dovrà comunque essere raggiunta: il comitato di regata ha fissato a largo di Arracife una boa che gli skipper dovranno contornare prima di potersi lanciare nella traversata oceanica.

Si tratta della più lunga tappa nella storia della Mini Transat, che trasforma la regata inizialmente prevista in qualcosa di nuovo.

Se infatti inizialmente la regata doveva essere composta da una prima tappa di 1257 miglia (Douarnenez-Arracife), uno scalo di ca. 18 giorni e una seconda tappa di 2764 miglia fino a Pointe-à-Pitre, adesso gli skipper dovranno affrontare un unico tragitto di 3700 miglia che, considerando le strambate lungo l'Aliseo, potrebbe arrivare a circa 4000 miglia percorse.

Nuovo calcolo di risorse da portare a bordo, diversa gestione dei ritmi di regata, maggiore importanza della gestione in solitario del meteo.

 


Giancarlo Pedote (Prysmian ITA 747), commenta così la situazione e la nuova Mini Transat che li attende:

 

"Per quanto riguarda la decisione di riunire le due tappe in una unica, temo che alla base ci siano delle motivazioni legate agli obblighi dell'organizzazione. Il fatto che dovremo raggiungere il largo di Arracife prima di fare rotta verso la Guadalupa, conferma questo sospetto.

 

Indubbiamente mettere una boa alle Canarie potrà permettere a chi ne avrà bisogno di fermarsi (come previsto dal nuovo programma di regata), ma sarebbe stato interessante fissare una porta un po più a nord delle Canarie, per creare una rotta più diretta e quindi più breve. Quello che temo è che molti ragazzi che avevano comprato un biglietto di 2700 miglia da Lanzarote a Guadalupa, si troveranno con difficoltà a dover gestire una tappa di 3700. Si tratta di una tappa molto lunga che per molti sarà estenuante, e non è da escludere che qualcuno possa restare senza cibo e senza acqua. Tutto si può fare, però mi sembra tutto molto al limite, soprattutto considerando le condizioni della partenza.

 

Partire domani alle 15.00 significa dover affrontare una prima notte che vedrà un anticiclone molto forte con un passaggio di un fronte freddo e delle raffiche a 30-40 nodi di aria fredda. E ricordo per chi non naviga da queste parti che in Atlantico si sente molto la differenza tra aria fredda e aria calda, l'aria fredda è molto più compatta e la raffica è molto più violenta. Quello che temo è che durante le prime 48 ore di regata ci saranno molti abbandoni e che alle Canarie si fermeranno molte barche. Probabilmente alcune si fermeranno anche, prima perché la discesa fino alle Canarie sarà molto robusta.

 

In ogni caso all'arrivo a Guadalupe, in base a cio che ho detto potremo fare un bilancio."

 

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