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(ASI) Dialogo tra passato, presente e futuro, con la regista della Cariparma SiGrade Parma, fresca di promozione in serie A1 e autrice di una grande stagione.







1) Cosa ti ha spinto a scendere di categoria e giocare in serie A2?

"Di motivi ce ne sono stati diversi, forse in primis il fatto che la società di Parma mi ha cercata tanto e voluta quindi mi sono sentita subito stimata e apprezzata. Parma è abbastanza vicino a casa mia e al mio ragazzo e io cercavo un posto così, non avevo voglia di andare lontano e soprattutto volevo rimettermi in gioco per poter dimostrare ciò che valgo visto che i 2 anni a Perugia non erano andati molto bene."









2) L'ultima stagione hai avuto un po’ di alti e bassi, secondo me influenzati anche da una piccola parte di pubblico, visto che quest'anno hai giocato un gran campionato, cosa è stata la chiave per farti tornare a giocare ad alti livelli?


"I miei alti e bassi non sono stati di certo causati dal pubblico, sicuramente era diventato complicato giocare li perchè non avevo continuità visto che l'allenatore ci alternava sempre, avevo perso le mie sicurezze e non ho avuto la possibilità di esprimermi. Quest'anno è stato tutto diverso: ho giocato tutte le partite e credo di essere stata un punto di riferimento per la squadra. Ho sempre giocato tranquilla, perchè, ho avuto una squadra e un allenatore che mi hanno sempre supportata, tutti si sono fidati di me."


3) Una piccola parentesi della tua parentesi Perugina, cosa ti manca di Perugia?

"Di Perugia mi è mancato il sole, perchè, qui a Parma d'inverno c'è sempre la nebbia, diciamo che come clima non è un gran che. Invece a Perugia c'era sempre il sole e anche tanti bellissimi paesi in stile medioevale, che rivedrei molto volentieri! Come luogo è molto bello."

4) Sei una delle palleggiatrici più forti in Italia, quel'è la cosa più importante del tuo ruolo?

"Credo che le cose più importante siano la testa e il carattere: la testa per sapere sempre cosa fare in ogni situazione, in ogni momento della gara, è importante e a volte determinante, per fare le scelte giuste. Il carattere che deve essere forte, perchè, per un palleggiatore è facile buttarsi giù, visto che ha molta responsabilità e che il gioco dipende da lui, quindi è importante essere sempre determinati e convinti anche se le cose non vanno sempre bene."



5) Quel'è l'allenatore al quale sei più legata?

 "Luciano Pedullà che mi ha fatta crescere molto e Daniele Rampazzo che è uno dei primi allenatori che ho avuto, mi ha allenate tanti anni ed è stato lui a farmi diventare una palleggiatrice."





6) Nella tua carriera, quali sono state le delusioni più deludenti? e le soddisfazioni più grandi?

"Una delle soddisfazioni più grandi, credo sia stata la promozione che ho fatto a Sassuolo, perchè è stato un anno molto difficile ma alla fine siamo riuscite nell'obbiettivo che avevamo. Anche quest'anno per me è stata una grandissima soddisfazione vincere 22 partite di fila, se ci penso non so come abbiamo fatto, è stata davvero un'impresa e sono fiera di quello che sono riuscita a fare per me e per gli altri, certo speravo in un'altra promozione ma non potevo immaginare di fare questo pazzesco risultato. I 2 anni a Perugia sono stati abbastanza deludenti soprattutto il secondo."

7) Come ti carichi prima di una partita importante?

"Non c'è un modo particolare, cerco di stare tranquilla e ripasso mentalmente le cose che devo fare in gioco. L'unica cosa che faccio abitualmente è: cornetto e cappuccino!"

8) Quel'è la tua/il tuo pallavolista preferito/a?

"Diciamo che ultimamente, non seguo molto il volley, ma a me ha sempre appassionata Ricardo il palleggiatore Brasiliano, mi piaceva troppo andare a vederlo quando giocava a Modena, perchè, faceva sempre delle alzate coraggiose, tentava, faceva spettacolo."

9) Cosa vorresti fare, quando sarai più "grande"?

"La moglie e la mamma!"

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