La Roma cade in casa col Real Madrid di Mou: 3-4
Partita surreale all’Olimpico: emozioni, dominio giallorosso fino a 10 dalla fine. Poi il delirio
(ASI) Roma . Ottanta minuti da top team, poi sette minuti di blackout: la Roma passa dal 3-1 al 3-4 nel giro di tre calci d’angolo, lasciando i punti al Real Madrid e uscendo dal campo con l’amaro in bocca dopo aver dominato la squadra più vincente del mondo. Una serata surreale, quella dell’Olimpico, partita con l’omaggio a un vecchio amico e una coreografia degna delle più grandi occasioni.
L’omaggio a Mou
“Chi ha vinto con la Roma non può mai essere dimenticato”. Con le parole dello speaker, accompagnate da un lungo applauso per José Mourinho, torna ad alzarsi il sipario dell’Olimpico sullo spettacolo calcistico più importante d’Europa, quello della coppa dalle grandi orecchie. E lo fa con la Roma che affronta proprio chi, quel trofeo, lo ha alzato più volte di tutti. Tra Coppe dei Campioni e Champions’ League, infatti, i blancos ne vantano ben 14 in bacheca, il che fa del Real il club più blasonato in assoluto. A guidare i madridisti, poi, c’è lui, Mou, l’uomo che ha condotto i giallorossi alla conquista del loro ultimo trofeo in bacheca, la Conference del 2022, e alla finale di Europa League l’anno successivo. Un addio, quello dello Special One dal popolo giallorosso, consumatosi senza i saluti nel bel mezzo della sua terza stagione alla Roma.
Momenti di grande emozione all’ingresso dell’allenatore ospite sul terreno di gioco, quando tutto lo stadio ha tributato al tecnico di Setubal un lungo, sentito applauso, a dimostrargli che questa è e sarà sempre casa sua. Poi la parola è passata al campo, come è giusto che sia. E il campo, stanotte, aveva in serbo una girandola di sorprese dal finale amaro per i padroni di casa.
Gasperini conferma Molina e Wesley sulle corsie, premia il pacchetto difensivo composto da Mancini, Hermoso e N’Dicka davanti a Gollini che sostituisce l’infortunato Svilar, conferma la coppia di centrocampo Kone-De Roon e rimette in panchina Pellegrini per fare spazio a Soulé accanto a Dybala e Malen in attacco.
I blancos rispondono con Courtois protetto dalla coppia centrale composta dall’ex Rudiger e Konaté, gli esterni Dumfries e Cucurella, i due centrocampisti Valverde e Tchouameni e poi i tre fantasisti Vinicius, Bellingham e Diomande dietro la punta di diamante Mbappé.
La coralità del gioco di Gasperini affronta dunque il complesso di solisti guidato da Mourinho ,con l’obiettivo di metterlo in difficoltà sul piano della corsa, dei duelli uomo contro uomo a tutto campo, dell’imprevedibilità collettiva contrapposta all’indiscutibile superiorità tecnica degli avversari.
“Roma Sine Metu”, Roma senza paura, la meravigliosa coreografia a tutta curva della Sud; “Per il mondo speciale.. per Roma immortale… Ave Mou!”, il tributo della Tevere al tecnico portoghese; “E’ stato bello, amico nostro”, il saluto della Nord. Poi si parte e anche la Sud onora Mourinho con un lungo coro accompagnato dallo striscione: “Chi porta gloria a Roma, Roma lo onorerà per sempre… oggi le tue mani consacrano le spolia opima e il popolo ti tributa la gloria eterna!”.
La partita
Spinta dalla bolgia dell’Olimpico (64 mila e 256 gli spettatori totali), la Roma va subito ad aggredire alto, recupera palla e al primo minuto arriva la prima conclusione, a giro, di Soulé, ispiratissimo per tutta la sua partita: fuori di 30 centimetri sul secondo palo alla destra di Courtois.
Minuto 4, Dybala semina il panico sulla sinistra, mette in mezzo teso, Courtois vola a respingere sui piedi di Hermoso, che impatta bene dal limite; ma il portiere belga vola ancora e mette in angolo. Il Real prova a costruire dal basso, ma la Roma fa densità alzando i centrali e rompe il gioco degli ospiti sul nascere.
Al 12mo la Roma sfiora ancora il gol, con Dybala che conclude in scivolata dopo un bel triangolo in area con Molina: la sfera lambisce il palo alla destra di un Courtois che può soltanto guardare e sperare.
Al 16mo si ferma Kone, sfortunato a rimediare uno stiramento in fase di rientro. Al posto del francese, che esce in lacrime dopo un ottimo primo quarto d’ora, subentra Pisilli. La Roma incassa il colpo psicologico, si rimette a posto e cinque minuti dopo passa! E’ Martin De Roon, da 25 metri, a lasciar partire un tracciante che beffa l’incolpevole Courtois dopo una deviazione.
23esimo, Malen tira forte da posizione defilata: Courtois intercetta ma la palla passa ugualmente, smorzata, rotola verso la porta ma il portierone belga riesce a recuperarla un attimo prima che ne oltrepassi la riga. Un attimo dopo e ancora Malen cicca davanti al portiere del Real.
E poi arriva la doccia fredda: liscio di Hermoso dopo un batti e ribatti sulla trequarti, Mbappe tira dal limite ma Mancini la devia di quel tanto che basta a mettere fuori causa il fino ad allora inoperoso Gollini. 1-1 e tutto da rifare.
La Sud continua a omaggiare Mourinho con vessilli e striscioni, in un tributo d’amore senza fine, ricambiato dal portoghese visibilmente commosso. E intanto la Roma si riprende e continua a macinare gioco, al contrario degli ospiti che restano in attesa, sornioni e letali. La prova, semmai ce ne fosse bisogno, la si ha al 32simo, quando direttamente Courtois lancia lungo saltando il centrocampo, pesca Cucurella che entra in area e si divora il gol dell’1-2 spedendo a lato.
Il Real prende in mano il pallino del gioco e comincia a martellare la Roma, comprimendola nella propria trequarti campo. I giallorossi resistono con ordine, sopportando lo stress del non possesso e cercando di colpire in ripartenza.
Al 39simo la Roma ci va vicino due volte, con errori di leggerissima misura al momento dell’ultimo passaggio. E’ sempre Soulé, in asse con Wesley, a costruire i pericoli maggiori sulla corsia di destra. Ma il primo tempo si chiude col brivido Bellingham: l’inglese riceve nel cuore dell’area giallorossa dopo una sgroppata di Vinicius sulla sinistra, colpisce di prima ma la sua stoccata sfiora il secondo palo, alla sinistra di Gollini.
Se il primo tempo è stato piacevole, la ripresa sarà un delirio di emozioni. Si comincia con l’ingresso in campo del giovane Mora per Dybala, fermato da un risentimento muscolare. E proprio Mora, al suo terzo pallone giocabile, imbecca Malen che fa secco Courtois grazie a una deviazione, dopo un controllo a seguire spettacolare: 2-1 al sesto del secondo tempo.
Un N’Dicka monumentale annulla quasi da solo i tentativi di reazione del Real, frustrando le giocate sugli avanti dei blancos e dando il là alla ripartenza del 3-1: Soulé imbuca per il taglio di Malen che non sbaglia, malgrado la chiamata errata del guardalinee che in un primo momento ferma tutto per presunto fuorigioco. Ci pensa il Var a rendere giustizia all’olandese e a certificare il terzo gol della Roma, al 57simo.
Il Real manda dentro Endrick e Arda Guler per gli impalpabili Vinicius e Dumfries. Al minuto 61 la palla buona ce l’ha Mbappe, ma Gollini para con i piedi.
Entrano per la Roma Pellegrini e Balerdi per Soulé e Mancini: i giallorossi sembrano in totale controllo, ma il Real comincia a prendere possesso del terreno di gioco e a creare costante pressione sui padroni di casa.
Al 65simo gli ospiti protestano per un leggerissimo contatto in area tra Endrick e Gollini. Ancora Gollini è bravo su Mbappe un minuto più tardi, poi al 76mo la Roma ha la palla del 4-1 che chiuderebbe i giochi in via definitiva, ma Pellegrini - servito in area da Malen - perde l’attimo e sparacchia fuori dopo essersi defilato. N’Dicka continua a battersi e a recuperare palloni in quantità industriale, togliendo al Real la continuità di gioco: ma è il canto del cigno, la squadra di Gasperini è in debito d’ossigeno e, soprattutto, di energie mentali.
E’ a questo punto che Mourinho gioca le ultime carte, mandando dentro Carreras per Cucurella e Carlos Espì per Diomande. Gasp risponde richiamando Hermoso e inserendo Koulierakis, ma subito dopo il Real comincia a segnare e non smette finché non si ritrova in vantaggio. All’82simo, sugli sviluppi di calcio d’angolo, è Carlos Espì a raccogliere una corta respinta di Gollini – non impeccabile – su colpo di testa di Endrick e appoggia in rete. Anche in questo caso occorre l’intervento del Var per sancire il 3-2 e dare il via al delirio che segue. Passano altri tre minuti, ancora un angolo e stavolta Endrick fa tutto da solo, incornando alle spalle del portiere giallorosso per il 3-3.
Ancora un angolo, ancora un colpo di testa, stavolta di Bellinghan: palla fuori di pochissimo, al minuto 86. La Roma adesso accusa il colpo, il Real viene avanti di prepotenza mentre il centrocampo dei padroni di casa, reparto nevralgico sul quale si erano costruiti il doppio vantaggio, d’improvviso vacilla. I giallorossi sono piantati, difettano di esperienza nella gestione di situazioni come questa in un palcoscenico così importante, contro i migliori.
Il Real sente l’odore del sangue e adesso vuole i tre punti: guadagna un nuovo calcio d’angolo, sulla soglia del tempo di recupero. E come nei peggiori incubi, all’ex Rudiger viene concesso di calciare nel cuore dell’area piccola, senza che nessuno sia in grado di intervenire di testa o con le mani, come potrebbe Gollini. E’ la mazzata definitiva: 3 gol in 7 minuti, da altrettanti tiri dalla bandierina. La Roma è sparita fisicamente e mentalmente, incapace di reggere il confronto con la panchina del Real, più che con i titolari.
I cinque di recupero passano in maniera convulsa, senza altre emozioni forti: il Real Madrid vince la partita e lascia alla Roma i complimenti, ma soltanto quelli, uniti alla consapevolezza di una prestazione da grande, mandata in fumo nel finale.
FORMAZIONI
Roma (3-4-2-1): Gollini; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Molina, De Roon, M. Kone (16’ Pisilli), Wesley; Dybala (46’ Mora), Soulé; Malen. All. Gasperini
A disp: Devis Vasquez, De Marzi, Koulierakis, Balerdi, Ghilardi, Pellegrini, Rensch, Lulli, Castro, Mora
Real Madrid (4-2-3-1): Courtois; Dumfries, Rudiger, Konaté, Cucurella; Valverde, Tchouameni (69’ Bernardo Silva); Diomande, Bellingham, Vinicius (58’ Endrick); Mbappé
A disposizione: Lunin, Mestre, Huijsen, Camavinga, Alexander Arnold, Arda Guler, Carreras, Espi, Bernardo Silva, Brahim Diaz, Pitarch
Allenatore: Mourinho
Arbitro: Francois Letexier (FRA)
Guardalinee: Cyrul Mugnier, Mehdi Rahmouni (FRA)
Quarto uomo: Dechepy (FRA)
VAR:
Dennis Higler (OLA)
Pol van Boekel (OLA)
Marcatori: De Roon (Ro, 20’), Mbappé (Re, 25’), Malen (Ro, 51’, 58’), Espì (Re, 83’), Endrick (Re, 85’), Rudiger (Re, 90’)
Ammoniti: Mancini, Wesley, Pellgrini (Ro.), Carreras (Re.)
Espulsi: nessuno
Daniele Ubaldi - Agenzia Stampa Italia
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