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Calcio

Champions League. Ennesima delusione bianconera.

Di Daniele Corvi 8 Agosto 2020 – 09:16 3 min di lettura

coppacampioni(ASI) Un’altra delusione. Un’altra prova non convincente. Un altro titolo mancato.La Juve vince con il Lione, ma non supera il ritorno. Sarri si affida al tridente Bernardeschi, Higuain, Ronaldo con Cuadrado a fare il terzino e Pjianic in mezzo al campo. La Juve non dimostra da subito grinta e voglia di vincere con il Lione che cerca il goal con un tiro da fuori dell’osservato speciale per il mercato Aouar.

Lo stesso mediano si inserisce pericolosamente in area, Bentancur gli toglie palla di scivolata, ma è rigore. L’intervento dell’uruguagio sembra sulla palla, ma pare ci sia stata una mano di Bernardeschi. Depay sul dischetto che spiazza Szczesney. La Juve non reagisce e il Lione che controlla bene la partita. Bernardeschi fa uno slalom sull’out di destra, superando il portiere, ma viene fermato prima di calciare.

Gli unici pericoli sono su punizione. Prima Lopes si distende su un calcio piazzato di Ronaldo, poi però da una punizione di Pjanic Depay tocca con il braccio. Rigore. Cristiano Ronaldo non sbaglia e riapre la partita.

Nel secondo tempo la Juve è più convinta. E’ in particolare Alex Sandro a spingere la palla davanti e a spalleggiare Ronaldo, che non ci sta a perdere. De Ligt recupera un pallone serve Bernardeschi che appoggia per Cr7 che scaraventa la palla in rete. Bonucci sfiora da calcio d’angolo la palla vincente. Ramsey per Pjanic e poi Dybala per Bernardeschi e Danilo per Cuadrado per tentare l’impresa. Proprio da un calcio d’angolo della Joya Ronaldo stacca bene, ma non centra la porta. Il Lione poi reclama un rigore, per un contatto tra Dembele (subentrato a Depay) e Ramsey che spiazza via. La Juve prova a forzare, ma non graffia e finisce una stagione deludente.

La Juve esce con l’avversario più debole sulla carta agli ottavi. Una squadra costruita per vincere la Champions e che non convince e non ha mai convinto. Uno scudetto vinto a fatica per errori delle avversarie che per merito, una Supercoppa persa malissimo con la Lazio e una finale di Coppa Italia sfuggita ai rigori con il Napoli. C’è solo Cristiano Ronaldo a salvare una Juve senza idee, senza gioco, senza grinta. Le attenuanti di non avere avuto sul più bello Dybala, Douglas Costa e Chiellini ci sono, ma si è confermata la solita tendenza a non onorare la maglia. Se “vincere è l’unica cosa che conta”, quest’anno è stato deludente, non all’altezza di quanto si sia speso e delle ambizioni. Sarri è sicuramente inadeguato per questa squadra, ma anche Paratici e Nedved hanno grosse responsabilità nell’aver costruito una rosa incompleta senza adeguate soluzioni. Il grande assente Marotta si è fatto sentire e Allegri se la ride sotto i baffi.

Le final eight in Portogallo la Juve la vedrà a casa. Tutti in vacanza con la speranza che ci sia una rivoluzione e che più di una testa salti. La prossima stagione è vicina, ma così non ci siamo proprio. Mancano i terzini, soprattutto a desta, non esiste il centrocampo e un ariete per fare da sponda a Ronaldo. Il calcio è un gioco collettivo di squadra, non lo spettacolo di pochi campioni. Ronaldo e Dybala hanno bisogno di una squadra con motivazioni, grinta e una giusta preparazione. Si attende la rivoluzione vera. Al presidente Andrea Agnelli l’ultima parola.

Daniele Corvi per Agenzia Stampa Italia

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