(ASI) Un guerriero, secondo Paulo Coelho, non può abbassare la testa, altrimenti perde di vista l’orizzonte dei propri sogni. Radja Nainggolan non ha mai abbassato la testa, sempre pronto ad affrontare qualunque sfida, anche le più difficili, con grinta e determinazione.

 

Non si tratta di un guerriero qualunque, lui è un “ninja”, ma non di quelli dediti allo spionaggio, al sabotaggio, o alla guerriglia.

Le sue abilità sono certamente altre, come la corsa, l’estrema disponibilità al sacrificio, e la notevole forza fisica.

La definizione forse più veritiera appartiene a Luciano Spalletti: “Rappresenta l'evoluzione della specie del calciatore. Se hai dieci Nainggolan viene fuori una squadra fortissima, a prescindere dal ruolo”.

Difficile non essere d’accordo con il tecnico di Certaldo. Dal 2005,-anno di arrivo in Italia-, ad oggi, Nainggolan è notevolmente migliorato sia tecnicamente, sia tatticamente.

Cinque annate a Piacenza (71 presenze, 4 reti), quattro campionati a Cagliari (131 presenze, 7 reti), ed altrettante stagioni all’ombra del Colosseo con 28 reti in 155 incontri.

L’esperienza in giallorosso è stata emotivamente la più intensa vissuta in Italia. Nainggolan la custodirà sempre nel cuore, ma il presente si chiama Inter, Milano, sponda nerazzurra.

Inter e Roma hanno effettuato le necessarie valutazioni. Come sempre sarà il campo a stabilire chi ha avuto ragione, chi ha realizzato il cosiddetto “colpo”. Monchi ha preferito fare altre scelte, puntando su “el flaco” Pastore desideroso di tornare in Italia, e chiuso a Parigi dai tanti campioni presenti in squadra.

Basandosi sui numeri, Nainggolan è stato per la Roma, così come per Cagliari e Piacenza, un calciatore determinante. Spalletti lo conosce bene e ne ha caldeggiato l’acquisto. Era forse il tassello che mancava al centrocampo nerazzurro, o meglio alla linea dei tre che supporteranno Icardi. In attesa di Malcom, Candreva-Nainggolan-Perisic rappresentano un terzetto tutto forza, velocità e tecnica molto ben assortito.

Un piccolo, grande amore,- volendo fare riferimento ad una straordinaria canzone di Claudio Baglioni,- quello nato tra Spalletti e Nainggolan.

A Spalletti mancava il “ninja”, e al “ninja” mancava Spalletti; ad entrambi mancava quel piccolo, grande amore, arricchito da profonda stima e reciproco rispetto.

Adesso si sono ritrovati, e sapranno esattamente cosa dire e cosa fare.

Raffaele Garinella-Agenzia Stampa Italia

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