(ASI) 35° giornata all'insegna della festa scudetto della Juventus. I bianconeri, in virtù dell'inaspettata sconfitta per 4-1 della Roma sul campo del Catania, si sono aggiudicati il 30° scudetto della propria storia. Il Napoli ha vinto e convinto rifilando un netto 3-0 al Cagliari, con un Mertens particolarmente ispirato. Nella lotta per la salvezza fondamentale vittoria ottenuta dal Sassuolo sul campo della Fiorentina, gli uomini di Di Francesco si sono imposti per 4-3 sugli uomini di Montella. Questi i Top & Flop di giornata.


TOP
Domenico Berardi: Protagonista assoluto della vittoria del Sassuolo a Firenze, che lo ha visto mettere a segno la sua seconda tripletta in serie A. 3 gol tutti diversi ed esplicativi della completezza del suo repertorio, già perché la freddezza mostrata sul rigore, la lucidità sotto porta sfoggiata sul sinistro di prima che ha portato al 2-0 e la classe mostrata nel dribblare un avversario per poi battere Neto col piede opposto in occasione del 3-0, non sono roba da tutti. Dopo la brutta parentesi Malesani, che spesso lo relegava in panchina, dal ritorno di Di Francesco alla guida il gioiellino neroverde ha ricominciato a giocare e segnare con continuità, nonché, soprattutto dopo questa tripletta, a sognare il mondiale.
L'exploit del Catania: Una prestazione spettacolare, concreta e rotonda nel punteggio che aumenta i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato. Che il Catania avesse una rosa qualitativamente superiore alle dirette concorrenti lo si evinceva leggendo i nomi di alcuni giocatori, sul piano del rendimento e degli stimoli però, molti hanno deluso le aspettative. Contro la Roma invece, mister Pellegrino ha proposto un anomalo 5-1-4-1, con una folta batteria di trequartisti alle spalle di Bergessio, e optando per l'esclusione di Lodi e Plasil. Ebbene, il Catania ha dominato la Roma fin dai primi minuti, palesando una condizione atletica ottimale, praticando un giro palla veloce e concreto e sfruttando gli inserimenti dei centrocampisti (la doppietta di Izco ne è la dimostrazione). Un Bergessio da 8 in pagella (nonché autore della 3a rete), un Barrientos finalmente ispirato ed una difesa mostratasi quasi impenetrabile hanno fatto il resto. Un 4-1 insperato ed inaspettato, che riaccende una piccola fiammella di speranza nel Catania, e che è valso a mister Pellegrino i complimenti di Rudi Garcia, che gli ha detto "il Catania di oggi è stata la miglior squadra finora affrontata".
Nigel De Jong: A volte il gol arriva a coronare una prestazione splendida, quasi come se gli Dei del calcio volessero omaggiare l'autore di una gara quasi perfetta e telecomandassero in rete il pallone. Questo è accaduto nel corso di un derby oggettivamente bruttino, che ha però visto un Nigel De Jong in stato di grazia. L'olandese ha recuperato 1000 palloni, dato man forte in fase d'impostazione e realizzato il gol-derby di testa al termine di uno splendido inserimento palesando bell'e sultana tutta la sua carica agonistica.

FLOP

Roma: Un calo di condizione e concentrazione, seppur vertiginoso, era inevitabile. La Roma di Garcia finora perfetta e spettacolare in ogni match, è capitolata quando meno ce lo si aspettava, guarda caso dopo che il mister ha sentenziato "il campionato è finito". A parte Totti nel 4-1 di Catania tutti hanno deluso le aspettative e la compagine giallorossa si è resa protagonista della peggior prestazione stagionale, ma di sicuro dopo un'annata del genere a Roma nessuno si sarà lamentato.

Il Derby dell'Inter: Gara estremamente rinuciataria quello dei nerazzurri, non tanto nella scelta degli uomini, quanto nell'atteggiamento. Mazzarri ha proposto una formazione quantomai ricca di qualità a centrocampo (Hermanes e Kovavic dal 1') e col consueto tandem offensivo, ma il campo la sua Inter non è risultata mai propositiva e pericolosa dalle parti di Abbiati. Ne è conseguita una bruttissima prestazione, coronata da una meritata sconfitta. E ora la lotta per l'Europa league è quantomai serrata.

Alessandro Antoniacci-Agenzia Stampa Italia

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