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(ASI) Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio, è stato ospite questa mattina della trasmissione “Pezzi da 90” condotta da Massimo Boccucci sull’emittente umbra Radio Onda Libera. Il capitombolo Juve quanto fa rumore? “Parecchio - ha detto Ulivieri -, però è stato anche attutito da altri risultati di una ripresa del campionato piuttosto sorprendente. Non vedo però contraccolpi psicologici: la Juve resta la grande favorita. Lazio e Napoli fanno bene a crederci?

Certamente ma non tanto per le valutazioni sulla scala dei valori quanto perchè i bianconeri sono in corsa su tre fronti e, specie con la Champions di mezzo, certi sforzi si possono pagare”.

L’Inter soffre del mal di trasferta?

“La verità è che l’Inter non è una grande squadra. Stramaccioni sta cercando di aggiustarla, però i limiti si vedono”.

Cosa manca alla Roma per fare il salto di qualità?

“I giallorossi non hanno mezze misure: bene bene o male male. E’ il solito calcio troppo schematizzato di Zeman. Chi lo studia sa come trovare le contromisure per fermarlo”.

Cavani fa sognare Napoli: è un fenomeno?

“E’ un grande giocatore, tra i primi al mondo, un attaccante moderno che gioca a tutto campo. Non lascia punti di riferimento, può fare la punta centrale e l’esterno sfruttando sempre al meglio le situazioni e le qualità che possiede”.

Trapattoni, Mancini, Ancelotti, Spalletti, Capello sempre molto apprezzati all’estero: questo è un vanto per la scuola dei tecnici italiani?

“Testimoniano che la nostra è una scuola di qualità che si fonda sulla passione, la tradizione, la competenza, la serietà. L’importante è stare al passo con i tempi e ci stiamo riuscendo: basta guardare, per esempio, cosa stanno facendo Conte e Montella”.

Italiani popolo di santi, navigatori e allenatori: non sono troppi a voler prendere il famoso patentino?

“E’ un mestiere che piace. Molti lo fanno solo per passione. In rapporto alle squadre che ci sono, compresi i settori giovanili, ci vorrebbero più corsi. Li stiamo predisponendo”.

Cosa pensa di quelli che allenano senza averli ancora frequentati i corsi?

“E’ un errore. Lo dico anche a tutela delle società, dei giocatori, dei ragazzi se pensiamo alle scuole calcio”.

Si è candidato alle primarie nella sua Toscana e potrebbe entrare in parlamento: la legge sugli stadi è una priorità?

“La politica l’ho sempre seguita, non vengo da Marte e se dovessi essere eletto ci metterò tutto l’impegno. La legge sugli stadi ha avuto un percorso strano e particolare. Si sono rivelate due anime che ne hanno frenato il varo: chi vuole una maggiore tutela del territorio sulla costruzione degli stadi di proprietà; chi pensa che vi debba essere una maggiore libertà. Penso che il rispetto dell’ambiente sia importante, e dunque le forme di tutela si devono prevedere, ma è necessario procedere e adottare lo strumento che incoraggi le società a investire”.

 

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