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(ASI) – Alzi la mano chi non si è annoiato, domenica scorsa, ad assistere alla gara tra Catanzaro e Lecce, valevole per la quarta giornata di ritorno del campionato di Prima divisione, senza dubbio interessante. Entrambe le compagini, in sostanza, hanno dato vita a uno spettacolo che ha fatto divertire solo il vento, intento a caratterizzare una partita già abbioccante di suo. Al “Nicola Ceravolo” si è vista una squadra, quella di mister Brevi, incapace di creare un’azione degna di gioco nonostante la superiorità numerica durata più di 20’ nel corso della ripresa. Non vogliamo dare colpe a Tizio, Caio o Sempronio, ma la determinazione e la cattiveria, annunciata dal tecnico giallorosso prima del match contro i salentini, nemmeno la signora del terzo piano del palazzo adiacente lo stadio l’ha vista. Un’involuzione iniziata prima di Natale, con la partita persa contro L’Aquila che comunque non aveva lasciato strascichi negativi. Poi, nel 2014, il periodo roseo ha iniziato a tingersi di grigio a causa dei risultati non propriamente da grande squadra. Infatti, se consideriamo l’ultima partita del 2013, il Catanzaro ha totalizzato la miseria di 3 punti in 450’ di gioco, con una media da retrocessione che farebbe accapponare la pelle a chiunque. La società, in tutto questo, preferisce il silenzio (dovuto anche all’ultima direzione arbitrale) non volendo dare adito a qualche polemica della piazza non contenta di quest’ultimo mese e mezzo. Anche sul mercato aleggia una certa confusione, forse dettata da operazioni errate chiuse la scorsa estate. La mossa di cedere Uliano, Tortolano e Orchi, tutti calciatori acquistati ( o a cui è stato rinnovato il contratto) nella passata sessione di calciomercato, va vista come una parziale marcia indietro dei dirigenti giallorossi, delusi (forse) dal rendimento di qualche elemento che ha preferito cambiare aria. Il mercato di gennaio, ovvero quello di “riparazione”, andrebbe programmato già dal mese di novembre, a differenza di quello estivo che sarebbe da pianificare a gennaio, con acquisti mirati e utili (ma al 120%) alla causa  Alla corte di Brevi, così, sono arrivati i vari Madonia, Vacca, Morosini, Di Chiara e Rosania, che hanno occupato il posto lasciato libero dai calciatori citati in precedenza. La causa di tutto questo? Semplice. Il presidente Cosentino, soprattutto dopo la crisi economica che sta attanagliando il mondo, ha messo tutti i suoi due occhi sul bilancio societario (e fa bene, eh) lasciando da parte, se così possiamo dire, l’area tecnica che, senza giri di parole, andava rinforzata con un attaccante di peso in grado di sostituire Fioretti, apparso stanco nelle ultime partite. Crediamo tutti che Brevi sia un bravo tecnico con ampi margini di miglioramento, in virtù anche della sua giovane età, ma in alcune gare è mancata quella voglia di osare che, molto probabilmente, avrebbe portato alle “Aquile” qualche punto in più in classifica. Punti che non serviranno per le ultime trattative di mercato, dove  il Catanzaro sarà spettatore, a meno della cessione di qualcuno (Fiore) che aprirebbe le porte a un altro calciatore offensivo. Staremo a vedere.

Parlando di episodi strettamente calcistici, i giallorossi si stanno preparando per la fondamentale trasferta di Pisa. Sarà l’occasione per incontrare per la prima volta l’ex tecnico giallorosso Francesco Cozza, esonerato la scorsa stagione dopo una serie di risultati deludenti. Una gara che assume i crismi dell’importanza in ottica play-off, anche perché si deve “svoltare” definitivamente onde evitare altre posizioni di classifica perse e polemiche che non gioverebbero a Ferraro e compagni.

 

Sul caso Nocerina, infine, si è scritta un’altra pagina “strana” del calcio italiano. Evito di dire altro, ma immaginate il pensiero del sottoscritto.

 

Matteo Brancati - Agenzia Stampa Italia

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