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Lega Pro, Fidejussioni, parla la società Chieti Calcio

Di Cristiano Vignali 11 Maggio 2013 – 08:56 3 min di lettura
(ASI) Il campionato di Lega Pro  è agli sgoccioli, infatti questa domenica ci sarà l'ultima giornata e tra poche settimane ci saranno anche i verdetti delle squadre promosse e di quelle retrocesse dopo la roulette dei play-off e dei play-out, ma lo scandalo sulle fidejussioni false scoppiato nel Luglio del 2012, ancora si placa, e l'inchiesta della magistratura sportiva e di quella penale deve ancora emettere i suoi verdetti definitivi che potrebbero anche stravolgere  i risultati scaturiti al termine della "regular season" e le vite dei dirigenti e degli addetti ai lavori coinvolti in questa vicenda. Secondo quanto emerso, nell'inchiesta sulle false fidejussioni presentata alla Lega, nata dopo una denuncia - querela presentata dal legale rappresentante della Lega Pro alla Questura di Firenze risultano indagate 21 persone, tra cui i presidenti delle società dell' Avellino, del Bellaria, del Casale Monferrato,del Chieti, del Como e del Treviso, insieme alle persone accusate di aver svolto la funzione di intermediari nella presentazione delle false polizze fidejussorie apparentemente emesse da Allianz Bank. Tra gli indagati spicca anche la figura eccellente di Claudio Gentile, ex Campione del Mondo 1982, calciatore della Juventus ed ex selezionatore della Under 21, che secondo gli inquirenti ha svolto un ruolo da intermediario fra società di calcio e banche. A tal proposito, la società Chieti Calcio, che ha già avuto un punto di penalizzazione in classifica per la vicenda (che notizia delle ultime ore è stato ridato alla società neroverde che ora è appaiata a pari punti al terzo posto con l'Aprilia e se vince domenica è automaticamente terza in classifica per avere a favore gli scontri diretti con i laziali ), mira a rimarcare ulteriormente la sua buona fede per bocca del presidente Walter Bellia, come si evince dalle dichiarazioni ufficiali pubblicate sul sito della società: 

Le indagini, sia calcistiche che penali, vanno avanti da inizio stagione quando il Presidente della Lega Pro Macalli ha denunciato alla Procura di Firenze una serie di Società, tra le quali il Chieti, che hanno presentato una fideiussione bancaria successivamente risultata falsa. Il sottoscritto ha già chiarito tutto quello che doveva chiarire e spiegare nel mese di novembre quando è stato chiamato a deporre dalla Procura di Firenze. Da allora non ho più ricevuto alcuna comunicazione o atto ufficiale e, visto che leggo di perquisizioni in giro per l’Italia, comunico che da noi al momento non è venuto nessuno ma potrà farlo se lo ritenesse opportuno visto che non abbiamo nulla da nascondere ed, anzi, abbiamo tutte le intenzioni di collaborare affinché venga fuori la verità e si accertino quelli che sono i reali colpevoli nella vicenda, una volta per tutte. Come ho già ampiamente dichiarato agli inquirenti, ai quali ho consegnato tutto il materiale sul caso in mio possesso, la Chieti Calcio ed il sottoscritto si dichiarano truffati nella vicenda e quindi parte lesa. Il sottoscritto ha presentato, appena appurata la verità sulla fideiussione, una denuncia alla Procura di Chieti contro chi ci ha truffato, pur riconoscendo le mie colpe per essere caduto nella trappola di quelle figure che nel giro di poco tempo sono state smascherate. Aspetto fiducioso la chiusura della vicenda confidando nella giustizia e sono pronto, in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo a confermare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, tutta la mia buona fede".

 

Ma la domanda che sorge spontanea è questa: perché' adesso che il campionato sta per volgere al termine ancora si ha una chiara definizione di questa vicenda con innocenti e colpevoli? Nuovamente il calcio italiano appare scosso dal vortice  di uno scandalo che rischia di stravolgere l'esito della stagione sportiva e di rendere quest'estate infuocata con le solite ammissioni, estromissioni e ricorsi, che hanno rovinato negli ultimi anni la bellezza del nostro campionato.

 

Cristiano Vignali- Agenzia Stampa Italia
Nota della Redazione

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