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(ASI) Può capitare che fai una rincorsa a perdifiato, superi di slancio ogni ostacolo e quando arrivi a in vista del traguardo, inciampi in malo modo. Al Perugia è toccata in sorte una buccia di banana versiliana proprio nel giorno della trasferta con più tifosi al seguito (milletrecento): e questo brucia particolarmente. Come deve far riflettere il dato che, in tutto l’incontro, il Perugia non è mai riuscito ad imporre il proprio gioco con la continuità necessaria a far emergere la differenza di cifra tecnica pur esistente tra le due squadre. Né, in ottica play off, dovrà mancare un’attenta analisi sulla natura del calo dei grifoni nelle ultime partite: più fisico o più mentale? E, tanto per mettere tutto sul tavolo, ci sarà da chiedersi se e come i giocatori quasi mai impiegati potranno dare un contributo nelle prossime partite. Quanto all’incontro di oggi, poi, la scelta iniziale di Dettori per Moscati e la gestione dei cambi nella ripresa hanno suscitato qualche perplessità. La squadra non ha saputo giocare corta, con i reparti vicini; le fasce, dove i biancorossi di solito fanno la differenza, non sono state innescate perché Cuoghi, allenatore del Viareggio, ha disposto raddoppi di marcatura sistematici su Fabinho e Politano. Dettori in mezzo al campo non ha saputo dare la profondità garantita da Moscati. Cangi da dietro ha saputo garantire uno scarso apporto alla manovra offensiva. Se ci aggiungiamo che anche la fortuna oggi non ne ha voluto sapere del Perugia nelle tre o quattro occasioni costruite e che il gol è stato beccato mentre Massoni era fuori per infortunio, si capirà che la serie positiva oggi era destinata a fermarsi sotto i pini dello stadio viareggino.
Ma non bisogna recriminare più di tanto: risultati e calendario alla mano, sembra chiaro che l’Avellino non avrebbe mai perso il primo posto. Nelle ultime due giornate, contro il Catanzaro praticamente salvo ed il Pisa praticamente sicuro dei play off, non avrebbe (non avrà) difficoltà a trovare i punti necessari. Senza considerare che gli irpini hanno una stella in cielo che, nei momenti bui, si illumina e risolve le cose: anche oggi sono venuti a capo della partita contro l’Andria solo nella ripresa grazie ad un rigore e ad una contestuale espulsione di un avversario.
Ora, dunque, per il Perugia si apre una fase da gestire con freddezza e intelligenza. Una fase nella quale, stando alle dichiarazioni di Camplone a fine gara, la squadra dovrà recuperare energie psico-fisiche in vista dei play off. Va detto, però, che dovrà farlo senza calare la tensione, perché la vittoria odierna della Nocerina a Benevento ha complicato anche la corsa dei grifoni al secondo posto. Infatti, i campani sono ora attesi da due turni sulla carta da sei punti: Carrarese in casa e Sorrento fuori. E, se i nocerini fanno il pieno, arrivano a 56 punti, costringendo anche il Perugia a vincere entrambe le partite rimaste (in casa col Prato, in piena bagarre play out; e a Pagani, dove è risaputo che solitamente non si ricevono regali). Insomma, Camplone e il suo staff dovranno essere bravi a caricare carburante in volo, senza smettere di spingere sull’acceleratore. Una complicazione che sarebbe stato molto meglio non avere ma, sfumato il primo posto, il secondo non si può assolutamente gettare al vento.
Ciò senza voler considerare che c’è sempre in ballo la decisone sul punto di penalizzazione. Diversi osservatori hanno maliziosamente detto che, dopo i risultati di oggi, la prossima settimana la decisione, attesa inopinatamente da tanto tempo, potrebbe finalmente arrivare. Nel qual caso, assisteremmo ad un errore marchiano di intempestività. Visto come vanno le cose del calcio, ci dispiacerebbe, ma non ci sorprenderebbe.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

Foto Fabio Gasparri

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