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(ASI) Adesso il tema del campionato è: chi e come potrà fermare il volo del Grifone? Una macchina da gioco perfetta, la squadra di Camplone, a tratti impressionante per come annichilisce gli avversari. Una macchina da gol, però, da mettere a punto, incapace di seppellire le partite per una, due, tre, enne volte. Questo il Perugia che esca da Frosinone con la sesta vittoria consecutiva in trasferta accompagnato dall’entusiasmo dei più di mille tifosi biancorossi, ripartiti dalla Ciociaria col cuore gonfio di gioia e gli occhi increduli di chi vede la propria squadra dominare, vincere, stingere i denti quando serve: in una parola, emozionare. Il succo del calcio, un patrimonio prezioso e importantissimo, in tempi di aridità e di calcio mistificato da calcoli e giochi dietro le quinte. Alludiamo, per esempio, alla sentenza del TNAS sul punto di penalizzazione del Perugia, che ingiustificabilmente ritarda e mortifica a danno di tutti la certezza del diritto, mentre sul campo il Perugia regala certezze sontuose.
Un Grifo che non sbaglia niente nel primo tempo, schiaccia i frusinati e dopo 6 minuti è già avanti con Nicco (ha preso un bel vizio il valdostano: tre gol in tre partite e miglior grifone per il Coordinamento dei Perugia Clubs). Prima e dopo il gol, Frosinone preso letteralmente a pallonate con incredibile, scientifica continuità. Moscati, Dettori, Politano dominano a destra; Liviero, Nicco e un Fabinho in stato di grazia, sfondano a sinistra; Esposito e Ciofani dettano tempi, ritmi e idee per linee interne. E dietro, Massoni e Russo sono due rocce, forti e veloci, chiudono ogni porta in faccia alle velleità degli uomini di Stellone.
Una vittoria che avrebbe potuto (dovuto) essere ancor più larga di quella di Catanzaro già dopo mezz’ora. Una vittoria mai in discussione, neppure quando, nella ripresa, i grifoni hanno calato inevitabilmente i ritmi e Stellone ha provato a mischiare le carte in tavola ridisegnando prima un 4-2-4 e, alla fine, un 4-3-3 , che però non hanno cambiato però di una virgola il copione. Il Perugia ha solo arretrato il baricentro e abbassato i ritmi, ripartendo senza la continuità schiacciante della prima frazione. Ma quando è ripartito, ha sempre creato apprensioni ai padroni di casa. E’ continuata, però, la sagra delle occasioni mancate, con gli stessi interpreti protagonisti (Ciofani e Politano) del primo tempo.
Un dato da correggere in questo finale di stagione, quello delle troppe occasioni mancate,. Perché, quando è possibile, saper chiudere le partite prima, permetterebbe anche un risparmio di energie preziose in vista dell’appendice dei play off. Che sono, ad oggi, la prospettiva più ragionevole da mettere in preventivo, anche se Camplone e Moneti, nel dopo gara, hanno ribadito che il Perugia punta ancora al primo posto. Giusto così, perché solo in questo modo si può puntare a far più punti possibili, che poi sarebbero utili anche per centrare il miglior piazzamento nella griglia dei play off. Il secondo posto, comunque, già da stasera è saldamente negli artigli del Grifo. Il Latina è dietro tre punti, a pari merito con la Nocerina (che è in svantaggio coi pontini negli scontri diretti). Ma questo Perugia non vuole, forse proprio non sa far calcoli. Ama giocare senza speculazioni e proprio per questo si fa amare dai tifosi. Ecco perché affronterà tutte le partite come fossero finali. Col motore sempre al massimo dei giri e con una rettifica su cui lavorare per raccogliere almeno il venti per cento di quel che crea. Basterebbe questo per fugare ogni dubbio.

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

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