IMG 4711 15 09 20 12 34Due barbieri non meglio identificati che curano il look di tanti protagonisti del mondo del calcio. Pelo e contropelo, sotto a chi tocca.  
 
Napoli, mercato da sette, ma zero in condotta per le furbate
 
Non è partito Koulibaly, è arrivato un giovanotto di belle speranze come Osimhen, e alla fine ci sarà spazio anche per  Bakayoko. I centimetri e la presenza tattica del francese servivano al centrocampo di Gattuso. Il Napoli può lottare per un posto Champions e, perché no, anche per conquistare un trofeo. Dalla coppa Italia allo scudetto, nulla gli è precluso in un torneo dove le distanze si sono visibilmente ridotte tra le solite squadre di testa. Napoli furbetto, che non ci è piaciuto affatto nell’affare Covid 19-Asl. Sul palcoscenico i segreti di Pulcinella e i soliti gruppetti contrapposti di pennivendoli di parte. Il teatrino delle banalità e bugie di partito preso. Il calcio ha chiesto - nel momento di poter tornare in campo - di accettare dei rischi calcolati, e il Governo ha concesso lo status di eccezionalità o di privilegio. Ognuno adoperi pure il termine che ritiene più appropriato. Il presidente della Figc, Gravina, ha mediato e ottenuto dal ministro Spadafora il benestare per isolare l’eventuale/i atleta/i positivo/i. Gli altri elementi della squadra, in caso di controlli negativi, avrebbero dovuto - e potuto - lavorare e giocare tranquillamente. È così in tutto il mondo, poi c’è chi come il Flamengo chiede ed ottiene dal tribunale del lavoro di Rio (il Flamengo e’ squadra di Rio ndr) di sospendere la partita in programma a São Paulo contro il Palmeiras. Per fortuna la squadra carioca ha viaggiato per la capitale paulista e si e’ presentata in campo perché la Cbf (la Federazione calcio brasiliana) è riuscita ad ottenere dal tribunale nazionale del lavoro la disputa dell’incontro. Per la cronaca la partita è terminata 1-1 con un Flamengo zeppo di ragazzi della Primavera. La ASL partenopea ha deciso di propria spontanea volontà? A pensar male si commette peccato... conoscete la sentenza del divino Andreotti. Sempre in Campania la Asl di Salerno non ha bloccato la Salernitana, pure con calciatori positivi, e vittoriosa a Verona contro il Chievo. C’è un protocollo firmato tra Figc e Governo, così come è in vigore un protocollo UEFA. Non si può alzare la paletta di una qualsiasi Asl o di un qualsiasi signorotto locale per fermare il traffico nazionale. Soprattutto chi non rispetta gli accordi non è figlio di Maria. Mettiamola sull’ironia perché la situazione rischia davvero di precipitare nel grottesco. Il calcio, come molte altre attività, corre il rischio di saltare, così come potrebbero venir meno numerosi posti di lavoro, e tanta gente finirebbe sul lastrico. Non i calciatori milionari, ma tanti stipendiati ed atleti di serie minori. Stiamo parlando di famiglie e di sussistenza. Il mondo del pallone deve essere preservato, e purtroppo il rischio zero non esiste. Si deve andare avanti, e chi fa il furbo e non rispetta i patti deve essere punito. Punto.
 
Conte tra Arrigo Sacchi e Padre Cristoforo
 
Antonio Conte si scopre Arrigo Sacchi e così decide di emulare il commissario tecnico della Nazionale. Sacchi, celebre per il Milan stellare del trio olandese e non solo, ha tentato, con scarsi risultati, la conversione di Beppe Signori, durante i campionati del mondo del 1994. L’Arrigo nazionale dirottò sulla fascia il capocannoniere e casco biondo più famoso d’Italia dopo quello di Raffaella Carrà. Il buon Conte ha osato ancor di più, tentando la conversione di Perisic - fresco di Triplete col Bayern Monaco - da attaccante a esterno tutta fascia del suo 3-5-2. Un’operazione nella quale fallirebbe anche il rinomato e volenteroso Padre Cristoforo, personaggio di Manzoniana memoria che, in quanto a conversioni, non era secondo a nessuno. Il buon frate non ebbe timore dell’Innominato ma il punto è un altro: non si tratta di animo umano ma di questioni tattiche. Possibile mai che Conte non si converta lui ad un modulo più congeniale agli elementi in rosa? 
 
Quasi d’accordo con Collovati 
 
Il nostro campionato è come la MLS. Parole e musica di Fulvio Collovati. Non siamo ancora a livello del soccer americano, ma quasi. Per tale ragione, non siamo del tutto d’accordo con Fulvio. Non ce ne voglia l’ex eccellente stopper di Inter, Milan, Roma, Udinese, Genoa e della Nazionale italiana campione del mondo in Spagna. Rispetto al calcio a stelle e strisce, siamo tatticamente messi meglio e continuiamo a sfornare talenti come Zaniolo, Barella, Tonali e Sensi, o comunque ospitiamo calciatori stranieri di grande livello come Lautaro Martinez, Lukaku, Dybala, e via discorrendo. È anche vero che molto spesso a fare la differenza sono dei “vecchietti” come Cristiano Ronaldo, Ribery ed Ibrahimovic, il che deve farci riflettere sui miglioramenti che ancora vanno fatti in tema di qualità. Vicini al soccer, questo si, ma ancora qualche gradino sopra. Fino a quando non lo sappiamo con certezza.
 
Di Francesco e Cagliari, quanto durerà?
 
Eusebio, non quello del Benfica, ma quello molto meno celebre di Cagliari, continua a corteggiare Nainggolan. Molto probabilmente il Ninja rinfodererà la katana e salperà per la sua isola felice. Fino a quando rappresenterà l’elisir della felicità anche per l’allenatore lo diranno i risultati. Dovesse continuare con questa media, dura è l’avventura. E chissà se oltre al celebre panettone, Di Francesco riuscirà a gustare i famosi Sebadas. Questione di feeling, cantava Cocciante, ma anche di risultati, aggiungiamo noi. 
 
Iachini e la scienza del calcio
 
L’allenatore della Fiorentina ha mai guardato una partita del Verona dello scorso anno? Domanda lecita, vista la posizione in campo di Amrabat all’ombra della cupola del Brunelleschi. In vita sua non ha mai fatto il regista, ma ha sempre giocato da centrale in un centrocampo a quattro. Suo partner abituale, l’ex genoano Veloso. Il calcio non è scienza, e spesso non serve inventarsi nulla per far funzionare le cose. Basta mettere ogni tassello al posto giusto. Perché snaturare un calciatore che, non soltanto a Firenze potrebbe fare la differenza? Viva la semplicità.

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