Armi: il made in Italy che non conosce crisi
(ASI) Quello delle armi si conferma uno dei settori trainanti dell’export italiano, tanto che lo scorso anno sono arrivati nel nostro paese oltre 316 milioni di euro, poco più del 2012, ma con aumenti significativi per ciò che concerne le vendite ai paesi della regione mediorientale, con un aumento di quasi il 25%, e a quelli africani, qui il giro d’affari è cresciuto del 36%; proprio queste due regioni hanno permesso alla principale industria tricolore del settore di limitare le perdite derivanti dal crollo delle esportazioni verso i paesi asiatici, con una contrazione del 58%, e di quei paesi europei non ancora inseriti nella Ue, su tutti la Turchia dove gli acquisti bellici sono calati del 25%. Nonostante ciò però Ankara, insieme agli Usa ed all’Inghilterra rimane tra i principali importatori di armi italiane.

Da segnalare che a giovare di maggiori importazioni belliche sono stati paesi come l’Egitto, impegnato in una cruenta guerra civile, ed il Libano che, sottoposto ad embargo in materia, non potrebbe acquistarne e che invece anche lo scorso anno, senza trovare evidentemente ostacoli, solo dal nostro paese ha potuto far arrivare armi e munizioni per due milioni di euro. In riferimento al paese nord africano il fatto è ancora più sorprendente se si considera che dallo scorso agosto, in seguito alle proteste di varie associazioni, l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino ha deciso di bloccare le esportazioni di armi verso Il Cairo. Secondo i dati forniti dall’Istat in circa sette mesi il commercio di armi e munizioni con l’Egitto ha fruttato comunque oltre 4 milioni di euro.

Gli Usa sono sempre i primi acquirenti di armi made in Italy, lo scorso anno hanno comprato mezzi e munizioni per oltre 130 milioni di euro, ciò nonostante dopo la strage nella scuola di Newtown siano entrate in vigore oltre 100 nuove leggi restrittive sul possesso di armi.
Come anticipato sopra, un vero e proprio crollo si è registrato nelle esportazioni belliche verso l’India, tra le cause ipotizzabili il lungo tira e molla con le autorità locali per via della vicenda legata alla detenzione dei due marò. Se Nuova Delhi nel 2012 aveva importato armi nostrane per oltre 10 milioni di euro lo scorso anno sono stati fatto acquisti, munizioni comprese, per appena 600mila euro, anche se nonostante gli attriti tra i due paesi vedrà comunque il principale gruppo italiano impegnato nella nuova gara per la fornitura di fucili d’assalto all’esercito indiano.
Quello delle armi rimane un settore in cui, un po’ come il lusso, l’export non conosce crisi.

Fabrizio Di Ernesto – Agenzia Stampa Italia


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