Scuola, Squarta (FdI-ECR): «Il Pd va in Europa contro l'Italia. Sul tetto agli stranieri la sinistra fa solo vergognosa propaganda»
(ASI) «Gli eurodeputati del Partito democratico hanno presentato un'interrogazione alla Commissione europea per accusare di discriminazione il tetto agli alunni stranieri nelle classi voluto dal governo, e hanno poi spacciato la risposta ricevuta per una bocciatura del provvedimento. Sono stati smentiti dalla stessa Commissione, che ha chiarito di non aver intrapreso alcuna iniziativa nei confronti dell'Italia. È il solito copione di una sinistra che a Bruxelles sembra avere un solo programma, quello di andare contro il proprio Paese». Lo dichiara Marco Squarta, europarlamentare di Fratelli d'Italia e componente della commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo.
«Il Pd si guarda bene dal ricordare che il tetto agli alunni stranieri nelle classi esisteva già da anni, ed era addirittura molto più restrittivo, perché riguardava tutti gli alunni stranieri senza alcuna distinzione», prosegue Squarta. «Quando governavano loro lo hanno lasciato com'era, senza scomodare le istituzioni europee e gridare alla discriminazione. Oggi il governo Meloni lo rende più attuabile, legandolo alla conoscenza dell'italiano, e per la sinistra diventa improvvisamente uno scandalo da denunciare in Europa».
«L'integrazione passa per classi in cui bambini italiani e stranieri crescono e imparano la lingua insieme, e il tetto serve proprio a garantire classi miste e inclusive», afferma l'eurodeputato. «La vera esclusione nasce quando, soprattutto nelle grandi città, si formano classi di soli alunni stranieri che non parlano l'italiano, dove l'integrazione diventa impossibile e a pagarne il prezzo sono proprio quei bambini. Il ministro Valditara lo ha spiegato con chiarezza e il governo fa bene ad andare avanti».
«La Commissione europea farebbe bene a occuparsi delle cose serie», attacca Squarta. «Le famiglie e i lavoratori europei stanno vivendo un momento durissimo, tra il caro vita che erode gli stipendi e le imprese che faticano a mantenere l'occupazione, e da Bruxelles arrivano scarse risposte e molto in ritardo. È su questo che la Commissione deve concentrare ogni sforzo, perché i cittadini che aspettano un sostegno concreto continuano a essere lasciati soli».
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