Pasolini, Barbera (PRC): "Fu ucciso per quello che sapeva? si indaghi anche sulla pista politica"
(ASI)"Accogliamo con grande soddisfazione la decisione della Procura di Roma di aprire una nuova indagine sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini. A 51 anni dal suo assassinio all'Idroscalo di Ostia, gli elementi presentati alla magistratura, comprese le immagini Rai dell'epoca e la rilettura delle prove raccolte negli anni, riaprono interrogativi che non possono restare senza risposta. Pasolini scriveva 'Io so'.
E allora la domanda è inevitabile: fu ucciso anche per quello che sapeva e per quello che aveva il coraggio di denunciare?".Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea, commentando l'apertura del nuovo fascicolo da parte della Procura capitolina."Pasolini non era soltanto un grande poeta, scrittore e regista. Era un intellettuale profondamente politico, una voce libera e scomoda che denunciava i meccanismi del potere, la strategia della tensione e le responsabilità delle classi dirigenti italiane. Nel suo celebre articolo 'Io so', pubblicato sul Corriere della Sera nel 1974, aveva sollevato interrogativi drammatici sulle stragi e sulle trame che attraversavano il nostro Paese. È un contesto storico che merita attenzione anche nella ricerca della verità sulla sua morte"."Riteniamo indispensabile approfondire l'ipotesi dell'omicidio politico. La ricostruzione che per anni ha ricondotto quel delitto a una vicenda esclusivamente privata non convince. Le tracce genetiche individuate sui reperti, le successive dichiarazioni di Pino Pelosi e gli elementi richiamati nella nuova istanza rendono necessario verificare l'eventuale coinvolgimento di altre persone e l'esistenza di possibili mandanti. Il punto decisivo è accertare non soltanto chi abbia materialmente partecipato all'assassinio, ma anche quale ne sia stato il movente"."Non chiediamo alla magistratura di confermare una tesi precostituita, ma di approfondire rigorosamente ogni ipotesi sostenuta dalle prove. La ricerca della verità sulla morte di Pasolini riguarda l'intero Paese e assume un significato particolare per Roma e Ostia, luoghi profondamente legati alla sua vita e alla sua opera. Non possiamo limitarci a celebrarne ogni anno la memoria mentre restano aperti interrogativi così importanti sulle circostanze del suo assassinio"."Ci auguriamo che questa nuova indagine possa finalmente fare piena luce sul delitto e accertare tutte le responsabilità, qualunque esse siano. Non chiediamo una verità di parte, ma tutta la verità. Perché la verità su Pasolini non è soltanto un debito verso la sua memoria: è un debito della Repubblica verso la propria storia", conclude Barbera.
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