ONU, Ambrosi(FDI): «Albanese, ombre su 2,56 milioni di dollari di sostegni. Interrogazione parlamentare a:Rajani: si usi tutto il peso diplomatico italiano per la rimozione»
(ASI)Interrogazione parlamentare della deputata di Fratelli d'Italia al Ministro degli Esteri sulle contestazioni sollevate da UN Watch in merito alla trasparenza dei sostegni esterni collegati all'attività della relatrice speciale ONU.
«Chi esercita un mandato internazionale per la tutela dei diritti umani deve garantire i più elevati standard di indipendenza, imparzialità e trasparenza. Non possono esserci zone d'ombra sulle risorse economiche e organizzative che sostengono un incarico delle Nazioni Unite, soprattutto quando questo comporta valutazioni e accuse di grande rilevanza nei confronti degli Stati.
Ho depositato un'interrogazione parlamentare a risposta in Commissione al Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, per chiedere chiarimenti sulle contestazioni riguardanti Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.
Secondo quanto denunciato dall'organizzazione UN Watch, il valore stimato dei sostegni esterni riconducibili all'attività di Albanese ammonterebbe a circa 2,56 milioni di dollari, comprendendo collaborazioni, viaggi, servizi e altre risorse messe a disposizione da soggetti esterni.
È necessario distinguere con precisione questi sostegni da eventuali compensi personali: la cifra non rappresenta somme accertate come incassate direttamente da Albanese, né costituisce di per sé una prova di finanziamenti illeciti.
La questione riguarda invece la completezza della rendicontazione, l'identificabilità dei soggetti che forniscono sostegno e le garanzie di indipendenza connesse all'esercizio del mandato.
Una vicenda che, qualora le contestazioni trovassero conferma, sarebbe a dir poco eclatante, non soltanto per l'entità dei sostegni segnalati, ma soprattutto per le implicazioni che potrebbe avere sulla credibilità e sull'indipendenza di un mandato internazionale così delicato.
Le contestazioni richiamate nell'interrogazione comprendono inoltre precedenti episodi relativi ai sostegni per un viaggio in Australia e Nuova Zelanda e alla proposta di destinazione di un compenso per un intervento presso la Columbia University.
La credibilità delle istituzioni internazionali richiede regole chiare, controlli effettivi e criteri di trasparenza applicati senza eccezioni.
Non può esserci una trasparenza a geometria variabile. Chi è chiamato a esaminare il comportamento degli Stati e a pronunciarsi su questioni tanto delicate deve poter dimostrare la propria indipendenza attraverso procedure verificabili e una rendicontazione adeguata.
Per questo ho chiesto al Ministro Tajani di esprimere le proprie valutazioni sulla vicenda e di promuovere i necessari approfondimenti nelle sedi internazionali competenti, valutando, qualora le contestazioni trovassero conferma, di mettere in campo tutto il peso diplomatico dell'Italia per sostenere ogni iniziativa consentita dalle procedure delle Nazioni Unite, finalizzata alla rimozione di Francesca Albanese dall'incarico, per la gravità delle eventuali violazioni accertate e la conseguente incompatibilità con le responsabilità del mandato, anche alla luce del ripetersi, nel corso degli anni, delle contestazioni relative ai sostegni finanziari collegati alla sua attività.
La tutela dei diritti umani non deve essere indebolita da dubbi irrisolti sull'indipendenza di chi è incaricato di promuoverla. Al contrario, proprio la delicatezza di questi mandati impone la massima attenzione alla trasparenza e all'osservanza delle regole.
Chiedere verifiche non significa anticipare giudizi di responsabilità, ma pretendere che le istituzioni internazionali siano in grado di rispondere in modo puntuale e documentato agli interrogativi che riguardano il loro funzionamento.
L'indipendenza di un mandato ONU deve essere tutelata tanto dalle interferenze politiche quanto da eventuali conflitti di interesse. È su questo principio che si fonda la richiesta di chiarimenti rivolta al Governo italiano.
La credibilità delle Nazioni Unite si difende con la trasparenza, con il rispetto delle procedure e con la capacità di accertare i fatti, assumendo, ove ne ricorrano i presupposti, le conseguenti decisioni».
È quanto dichiara in una notala deputata di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi.
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