PD: i riformisti chiedono primarie a doppio turno
(ASI) La scelta del nuovo candidato alla guida del centrosinistra apre un nuovo terreno di confronto e scontro all'interno del Partito democratico; è l'area riformista del Pd dopo l’assemblea nazionale di Coiano di sabato scorso a Prato, tramite diversi esponenti della componente, a sostenere la necessità di primarie aperte, strutturate su doppio turno e svolte in presenza, attraverso i gazebo, escludendo di fatto il voto online.
Il senatore democratico Filippo Sensi, esponente dell'area riformista, aveva già dichiarato un paio di settimane fa, che era opportuno effettuare le primarie a doppio turno, invitando contemporaneamente il partito a definire il percorso per la scelta della leadership senza attendere la data delle elezioni. Lo stesso Sensi aveva anche espresso particolari perplessità sul voto online. La richiesta del doppio turno è stata anche ripresa dall’europarlamentare Giorgio Gori, che auspica così un ampliamento del confronto per la leadership del partito.
Il doppio turno si basa sul meccanismo del ballottaggio, ossia attraverso una seconda votazione tra i due candidati più votati al primo turno. Al primo passaggio partecipano più candidati, mentre al secondo si confrontano i due che hanno ottenuto più voti. Un'altra questione riguarda il voto online. I riformisti chiedono che le eventuali primarie si svolgano esclusivamente in presenza.
Anche Lorenzo Guerini ha espresso perplessità sul voto digitale, seguito da Graziano Delrio che ha sostenuto la formula del doppio turno e dei gazebo. La motivazione prevalentemente indicata dagli esponenti della componente riformista, riguarda soprattutto l'esigenza di garantire una partecipazione regolata e verificabile.
Non soltanto elezioni con il doppio turno: durante l'assemblea di Prato infatti, i riformisti hanno chiesto a gran voce, che il Pd mantenga una vera e propria identità politica senza limitarsi ad allinearsi alle posizioni di Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, ad esempio ribadendo il sostegno militare all'Ucraina, che per loro rappresenta un punto non negoziabile. Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle e Giorgio Gori hanno espresso posizioni favorevoli alla prosecuzione del sostegno a Kiev, ma ponendo un distinguo sulla questa questione, delle possibili convergenze programmatiche con gli alleati. Diventa sempre più pressante dunque, la voce della componente riformista, ma al momento tutto è ancora da decidere: candidati, eventuale data delle elezioni e programma elettorale.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.