Sanzioni USA, Barbera (PRC): "Oggi in piazza a Roma, Europa non si pieghi a Washington"
(ASI) "Aderiamo alla manifestazione contro le sanzioni USA in programma oggi, 25 settembre, alle 17.30 a Piazza Santi Apostoli, a Roma. Saremo in piazza perché gli Stati Uniti non possono pretendere di estendere il proprio potere sanzionatorio oltre i loro confini, condizionando anche la vita politica e civile europea".
Lo dichiara in una nota, Giovanni Barbera, segretario romano di Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale.
"Quanto sta accadendo dimostra quanto sia pericolosa la dipendenza europea dalle infrastrutture finanziarie e tecnologiche statunitensi. Se una decisione assunta a Washington può determinare anche in Europa l'interruzione di servizi essenziali nei confronti di persone o organizzazioni, siamo di fronte a un problema di sovranità e di libertà.
Le vicende di Autistici/Inventati e Francesca Albanese, pur diverse tra loro, mostrano la portata della questione. Nel primo caso è in gioco l'autonomia di un'infrastruttura digitale utilizzata da movimenti e associazioni; nel secondo viene colpita una relatrice speciale delle Nazioni Unite impegnata a documentare quanto accade nei territori palestinesi occupati.
Le sanzioni contro Albanese e contro esponenti della Corte penale internazionale rappresentano inoltre un precedente gravissimo. Chi opera nell'ambito delle Nazioni Unite o della giustizia internazionale deve poter esercitare il proprio mandato senza subire ritorsioni economiche perché le sue attività o decisioni sono sgradite a una grande potenza.
L'Unione europea deve reagire e difendere concretamente il proprio spazio giuridico, utilizzando gli strumenti a sua disposizione, compreso il Blocking Statute laddove applicabile. Non si può parlare di autonomia europea e contemporaneamente permettere che provvedimenti decisi unilateralmente dagli Stati Uniti producano i loro effetti anche nel nostro continente.
Per questo oggi saremo in Piazza Santi Apostoli. Non è una battaglia che riguarda soltanto chi è stato colpito dalle sanzioni: riguarda l'autonomia dell'Europa, la libertà del dissenso e l'indipendenza delle istituzioni internazionali. Washington non può decidere quali voci siano ammesse e quali debbano
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