Salute, Federconsumatori: il Governo persiste, con una mano dà e con l'altra toglie. Risparmieremo sul bollo, ma pagheremo 27 milioni di euro di nuovi ticket. Persino sul prelievo del sangue.
(ASI) "Mentre il Governo e i rappresentanti politici sono impegnati su questioni di primaria importanza, come alimentare le discriminazioni nel diritto allo studio o dibattere della lunghezza delle gonne, i cittadini sono vessati da aumenti su tutti i fronti.
Non bastavano il caro energia, il caro carburanti e gli aumenti dei prezzi dei beni alimentari a mettere a dura prova i bilanci delle famiglie, costringendole a cure e rinunce, da ora, si aggiungono anche agli aumenti dei ticket sanitari, con nuove tariffe per 448 prestazioni ed esami diagnostici e 222 protesi e ausili.
Piove sul bagnato: in un sistema sanitario già segnato da carenze, inefficienza, liste di attesa interminabili, migrazione sanitaria, e malasanità, nonché da una crescente rinuncia alle cure, la maggiorazione delle tariffe per visite specialistiche e diagnostica giunge quasi con il sapore di una beffa.
Nonostante lo sforzo per dimensionare l’impatto degli aumenti, il rincaro dei costi della compartecipazione alla spesa sanitaria peserà persino sul prelievo del sangue venoso, sulle visite cardiologiche, l’elettrocardiogramma ed altre importanti prestazioni.
Le nuove tariffe avranno un peso sul Servizio sanitario di circa 210,7 milioni di euro l'anno: 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per la protesica. L'aumento medio sarà del 5,8% per le prestazioni specialistiche interessate dall'aumento.
Non dimentichiamo, però, che nel 2024, gli italiani hanno speso ben 2,4 miliardi di euro di ticket (+5% sul 2023), ma la spesa privata complessiva ammonta a 46 miliardi di euro, per accedere a cure che il servizio sanitario non riesce ad erogare ni tempi e nelle modalità più appropriate. In questo contesto già allarmante, i nuovi aumenti non faranno altro che accrescere le disuguaglianze tra chi può permettersi di curarsi e chi dovrà rinunciarvi. Solo per chi è esente dal ticket, infatti, non cambierà nulla. Per tutti gli altri cittadini non esenti, scatteranno sensibili aumenti sulle prestazioni specialistiche e sugli esami diagnostici, qualora non coperti dal massimale di ticket previsto a livello regionale.
La misura, nata dentro una controversa partita di ricorsi e controricorsi del privato sanitario accreditato, comporterà un aumento di spesa per le casse di Stato e Regioni a vantaggio del privato, ma anche, un aumento dei ticket pagati dai cittadini per circa 27 milioni di euro in più all’anno.
Il Ministero della Salute tranquillizza con dichiarazioni sull'incidenza di aumento medio annuo di +1,50 euro a cittadino, ma è una media del tutto teorica (per non dire campata in aria): ci sono cittadini, con maggiori bisogni sanitari, su cui l’aumento si scaricherà in misura più evidente e pesante. Ma, al di là dell’importo di ogni aumento di prestazione, quello che è intollerabile è che, pur di non intervenire con misure che intacchino grandi patrimoni, extraprofitti e tassazioni, ristabilendo equità e contrastando la crescita delle disuguaglianze, il Governo sceglie, ancora una volta, di colpire i cittadini, per di più quelli che hanno bisogno di cure." Così, in una nota, Federconsumatori.
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.