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Politica Nazionale

Piano Casa, Federcepicostruzioni: «Bene il piano del Governo, ora tempi certi e spazio alle PMI»

Di Redazione ASI 29 Giugno 2026 – 10:04 2 min di lettura

(ASI) Roma/Salerno - «Accogliamo positivamente il Piano Casa del Governo. Finalmente, dopo troppi anni caratterizzati da interventi frammentari, si torna a parlare di una politica abitativa nazionale strutturata, capace di affrontare uno dei problemi sociali ed economici più rilevanti del Paese».

Questo il commento del Presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi al programma del Governo finalizzato a rendere disponibili circa 100 mila alloggi nell'arco di dieci anni, attraverso il recupero del patrimonio pubblico esistente, lo sviluppo dell'housing sociale e il coinvolgimento degli investimenti privati.

«La casa – prosegue Lombardi – non rappresenta soltanto un bene immobiliare, ma costituisce un presupposto essenziale per la formazione delle famiglie, per la natalità, per la mobilità dei lavoratori e per l'inclusione sociale. L'aumento dei prezzi e dei canoni di locazione sta rendendo sempre più difficile l'accesso all'abitazione non soltanto per le fasce più deboli, ma anche per giovani, famiglie e lavoratori con redditi medi».

Secondo Federcepicostruzioni, è particolarmente importante la scelta di puntare sul recupero degli alloggi pubblici oggi inutilizzati o non assegnabili, evitando che una parte rilevante del patrimonio immobiliare dello Stato e degli enti territoriali continui a rimanere abbandonata mentre migliaia di cittadini attendono una casa.

«Il vero banco di prova sarà, tuttavia, la capacità di trasformare rapidamente le risorse disponibili in progetti, cantieri e abitazioni concretamente fruibili. Occorrono una programmazione territoriale chiara, tempi autorizzativi certi, procedure semplici e una forte responsabilizzazione di Regioni, Comuni ed enti gestori».

Federcepicostruzioni chiede inoltre che l'attuazione del Piano garantisca il pieno coinvolgimento delle piccole e medie imprese delle costruzioni, evitando l'eccessivo accorpamento degli interventi e favorendo una suddivisione degli appalti compatibile con la struttura produttiva dei territori.

«Le PMI possono assicurare rapidità di esecuzione, presenza capillare, occupazione locale e conoscenza delle esigenze delle comunità. Il Piano Casa non deve diventare un programma riservato a pochi grandi operatori, ma una vera politica nazionale di rigenerazione urbana e sviluppo diffuso».

Gli interventi dovranno inoltre essere accompagnati dalla riqualificazione energetica e sismica degli edifici, dal recupero delle aree degradate e dalla riduzione del consumo di nuovo suolo, privilegiando la rigenerazione del patrimonio esistente.

Il Governo ha compiuto un primo passo importante. Adesso bisogna costruire una governance efficiente e un cronoprogramma verificabile, affinché le risorse non rimangano ferme e gli obiettivi non siano rinviati. Federcepicostruzioni è pronta a offrire il proprio contributo e a partecipare al confronto con il Governo e con il Parlamento per rendere il Piano concretamente attuabile.

Dopo la stagione del PNRR l'Italia ha bisogno di una nuova grande politica industriale e sociale per le costruzioni. Il Piano Casa può rappresentarne uno dei pilastri, creando abitazioni accessibili, riqualificando le città, sostenendo l'occupazione e restituendo alle famiglie il diritto di programmare con serenità il proprio futuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*Liberatoria foto concessa da ufficio stampa di Federcepicostruzioni,

Nota della Redazione

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