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Politica Nazionale

Frana di Niscemi: politica, tra evacuazioni e rilancio del condono edilizio nel decreto Milleproroghe

Di Carlo Armanni 27 Gennaio 2026 – 10:43 2 min di lettura

(ASI) - La frana che lo scorso 25 gennaio, ha interessato Niscemi in Sicilia, è stata causata da un movimento di terreno di vaste dimensioni, che ha investito parte del centro abitato e delle aree immediatamente periferiche ad esso, fortunatamente senza causare vittime, ma procurando evacuazioni di massa di residenti e danni diffusi agli edifici. 

La natura del fenomeno è riconducibile alla perdita di coesione del terreno in un’area già geologicamente vulnerabile, aggravata dalle piogge intense e persistenti di questi ultimi giorni, causate dal passaggio del ciclone denominato “Harry”. Più di mille persone sono state evacuate in centri e strutture di accoglienza o abitazioni di amici e parenti, mentre numerose abitazioni sono state dichiarate inagibili a tempo indeterminato.

Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per le aree della Sicilia, Sardegna e Calabria colpite dal maltempo, con uno stanziamento di circa 100 milioni di euro, dal Fondo per le emergenze nazionali, destinati alle prime attività di assistenza e messa in sicurezza. Ora il governo Meloni è al centro della proposta istituzionale per quanto riguarda il dissesto idrogeologico. La frana di Niscemi è emersa infatti durante il dibattito parlamentare sul decreto-legge “Milleproroghe”. La maggioranza di governo, ha presentato più emendamenti con la richiesta di riapertura di una forma di condono edilizio, ispirata alla sanatoria del 2003.

Una nuova possibilità di regolarizzare le irregolarità e difformità edilizie su tutto il territorio nazionale, con riferimento a quanto già previsto nelle norme del 2003, per mezzo di un coerente inquadramento normativo all’interno del contenuto del Milleproroghe. L’iniziativa non è nuova: nel corso delle settimane precedenti erano già emerse proposte simili nella legge di bilancio, ma erano state respinte dalle opposizioni e dal presidente della Repubblica.

Il collegamento tra la frana di Niscemi e un nuovo condono edilizio, nasce a valle dell’emergenza, in quanto la frana ha portato alla luce dei problemi di tipo strutturale: molti edifici colpiti o minacciati dal movimento del terreno, risultano infatti privi di piena regolarità edilizia o presentano difformità rispetto ai titoli autorizzativi originari. In questi casi, lo Stato e gli enti locali incontrano limiti giuridici nell’erogazione di contributi pubblici per la ricostruzione o la messa in sicurezza. E pertanto, se un immobile è abusivo o parzialmente abusivo, non può accedere automaticamente ai fondi pubblici. In questo senso, una sanatoria edilizia consentirebbe di regolarizzare situazioni pregresse e quindi rendere più agevole l’intervento pubblico nelle aree colpite da calamità naturali.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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