(ASI) £Il 2026 si apre con un nuovo peso economico per molte famiglie italiane. La manovra economica introduce infatti il riallineamento delle accise sui carburanti, che dal 1° gennaio 2026 comporta un aumento dell’accisa sul diesel di 4,05 centesimi al litro, a cui si aggiunge l’IVA.
Si tratta di un incremento che passerà quasi inosservato, ma che avrà conseguenze concrete per milioni di cittadini.
Le entrate aggiuntive per lo Stato sono stimate in circa 1,5 miliardi di euro ogni due anni, ma a pagare il prezzo maggiore saranno i cittadini senza alternative all’automobile. In particolare, le aree periferiche e montane, dove il trasporto pubblico è spesso insufficiente, saranno fortemente penalizzate.
Chi vive in montagna e percorre quotidianamente 25.000 km annui per recarsi al lavoro dovrà sostenere circa 70 euro in più all’anno solo per questo aumento, a fronte di un costo della vita già elevato e servizi spesso inferiori rispetto alle aree urbane.
Anche gli studenti pendolari extraurbani subiranno gli effetti di questa misura. Ad esempio, chi vive circa 30 km fuori Verona e utilizza abbonamenti extraurbani dovrà affrontare spese annuali tra 350 e 570 euro, 2-3 volte superiori a quelle degli studenti cittadini, con un peso significativo sulle famiglie e sulle opportunità dei giovani.
Ancora una volta, le politiche fiscali e di mobilità penalizzano chi lavora, studia e vive lontano dai servizi urbani, colpendo in modo particolare i territori più fragili, come le zone montane e le periferie.
Per questo motivo, chiedo al neo assessore della Regione Veneto alla mobilità e ai trasporti, Diego Ruzza, di considerare con attenzione questa situazione e di promuovere politiche di mobilità e trasporto più eque, in modo da non discriminare chi vive lontano dai servizi pubblici e privati o dai luoghi di lavoro," Così in una nota nots il Consigliere regionale del Veneto Valdegamberi.



