Disabilità, Lega: “Preoccupazione per il ritardo dell’Umbria sull’attuazione del Progetto di vita individuale”

(ASI) “A oggi la Regione Umbria non ha ancora adottato alcun atto formale per dare attuazione al Decreto Legislativo n. 62 del 2024 sul Progetto di vita individuale, personalizzato, partecipato e globale per le persone con disabilità, nonostante la scadenza del 31 dicembre 2024. E mentre si moltiplicano gli annunci, mancano delibere, strumenti, cronoprogrammi e, soprattutto, la volontà politica di imprimere un vero cambiamento”.

È quanto affermano in una nota il consigliere regionale Lega Donatella Tesei e la responsabile dipartimento disabilità Lega Umbria, Paola Fioroni.In consiglio regionale la Lega presenterà un’interrogazione scritta urgente alla Giunta, sottolineando come “la Regione si sia limitata a organizzare riunioni generiche di condivisione, tralasciando del tutto l’attivazione dei percorsi di co-programmazione e co-progettazione previsti dal Codice del Terzo Settore e dalla Legge regionale n. 2/ 6 marzo 2023 sull’amministrazione condivisa e tralasciando l’urgenza di atti formali che incidano sulla riorganizzazione di un sistema complesso che necessita di indirizzi certi.Ciò che serve – spiegano le leghiste – non sono incontri interlocutori, ma atti vincolanti e processi partecipati. Il Progetto di vita introdotto dalla riforma non è un elenco di prestazioni, ma uno strumento profondo, personalizzato e dinamico che tiene conto del funzionamento, dei desideri, delle relazioni e dei talenti di ciascuna persona. Una vera rivoluzione culturale, che non può essere lasciata alla retorica. Con forza nella scorsa Legislatura abbiamo voluto un cambio di passo premendo per l’inserimento dell’Umbria nella sperimentazione di una riforma che è norma vincolante ed abbiamo organizzato momenti importanti come il primo G7 al mondo disabilità e inclusione voluto dal Ministro Alessandra Locatelli. Senza contare, poi, il grande lavoro svolto negli ultimi tre anni dall'Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità in condivisione con le associazioni del territorio. Tutto ciò avrebbe dovuto spingere l’Umbria ad essere la prima Regione virtuosa per l’attuazione della nuova normativa che realizza in pieno la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”Tesei e Fioroni stigmatizzano la distanza tra proclami pubblici e concreta operatività della nuova Giunta regionale: “Manca una regia politica, manca un cronoprogramma, manca il coraggio di affrontare una trasformazione che è complessa e richiede decisioni. A oggi non c’è nulla di formalizzato e i territori hanno bisogno di processi che diano certezze interpretative e che vengono demandate alle Regioni, oltre ciò che viene normato dallo stesso decreto 62”Un ritardo tanto più grave se si considera che, su impulso del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, è già operativa in Umbria l’Unità di supporto territoriale per la riforma, in cui la stessa Paola Fioroni è referente del Ministro, ed ha iniziato a lavorare su temi strategici, tra cui l’informazione alle famiglie, il monitoraggio, il sostegno agli enti e l’individuazione di indicatori di impatto. Un’Unità composta da vari soggetti che dimostra quanto ci sia la volontà del territorio di lavorare in modo serio e condiviso. Tutto questo non può sostituire ciò che la Regione, per atto formale, deve fare.La riforma impone un cambiamento strutturale del sistema di accesso, valutazione e intervento – concludono – Le persone con disabilità e le loro famiglie non possono più attendere. I diritti si attuano con atti concreti. E la Regione Umbria è in ritardo. Anche le Associazioni denunciano tale lentezza e insieme auspichiamo che ci si concentri molto di più sul dare al territorio strumenti efficaci per attuare il decreto 62”.

 

Fonte foto Locatelli,Tesei Fioroni: inviataci con comunicato da Lega Umbria.

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