Silp Cgil: troppi poliziotti feriti negli stadi, "strana" la timidezza del governo

(ASI) Roma,  La segreteria nazionale del sindacato di polizia Silp Cgil esprime profonda preoccupazione per il crescente numero di lavoratrici e lavoratori in divisa che rimangono feriti durante i servizi di ordine pubblico relativi agli stadi e alle partite di calcio, come dimostrano purtroppo gli eventi recenti legati alla partita Lecce-Roma. Gli ultimi di una lunga serie.

 

Non possiamo più tollerare una situazione in cui le forze di polizia siano messe a rischio, senza contare il fatto che in molti stadi ormai le forze di polizia si sostituiscono agli steward che spesso sono in numero non congruo o non opportunamente formati.

 

Da parte del governo si registra su questo tema una strana "timidezza", forse perché c'è la consapevolezza che l'unica strada percorribile è quella di toccare realmente i ricchi interessi economici delle società di calcio professionistiche.

 

Occorre introdurre il principio della responsabilità oggettiva delle società calcistiche nei confronti dei propri tifosi. È ben noto ai nostri uffici sui territori il rapporto tra società e ultrà. Ferme restando le responsabilità penali che sono sempre personali, bisogna perseguire in solido almeno dal punto di vista economico le società di calcio quando i propri tifosi si rendono protagonisti di violenze e attacchi alle forze di polizia, ovunque essi avvengano. Una strada già adottata con successo all'estero.

 

Ricordiamo anche che le inchieste giudiziarie hanno dimostrato in alcuni casi la stretta connessione tra gruppi ultrà e criminalità. Ci sono interessi di frange estreme che paiono intoccabili. Un altro tema sul quale il governo non pare mostrare interesse.

 

Bisogna quindi investire in formazione e prevenzione con programmi seri e concreti che che coinvolgano le forze dell'ordine, le istituzioni sportive e le comunità locali per affrontare il fenomeno degli ultra violenti.

 

Chiediamo alla premier Meloni e al ministro Piantedosi di agire con decisione e di non lasciare che il problema si aggravi ulteriormente. Abbiamo tra l'altro chiesto più volte un tavolo tematico al Dipartimento di pubblica sicurezza su questi temi, fino adesso inascoltati. La sicurezza delle forze di polizia e dei cittadini deve venire prima di qualsiasi equilibrio economico o interesse politico. La nostra lotta per un futuro più sicuro e tranquillo in Italia continua e rimaniamo uniti nel chiedere cambiamenti tangibili.

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