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Politica Nazionale

Mafia. Kelany (FdI): sinistra ha continuato a chiudere gli occhi, schiava di un buonismo ideologico d’accatto

Di Redazione ASI 23 Marzo 2025 – 12:47 4 min di lettura

(ASI) “Fratelli d’Italia e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni furono i primi a denunciare questo sistema malavitoso, la sua incidenza sul territorio e la sua pericolosità. Fin dalla scorsa legislatura, Meloni presentò mozioni, interrogazioni ed emendamenti, spesso nel totale disinteresse della sinistra.

Perché per la sinistra “mafia nigeriana” è un termine che non si può pronunciare. Non si può dire, perché attribuisce una connotazione etnica a un fenomeno criminale, e dunque – secondo loro – “puzza” di razzismo e xenofobia, alimenta l’odio. La sinistra ha continuato a chiudere gli occhi, incapace di chiamare le cose con il loro nome, imprigionata in un buonismo ideologico d’accatto”.

A dirlo è il deputato di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, responsabile Dipartimenti immigrazione, in un articolo pubblicato oggi sul Secolo d’Italia.

“Venerdì scorso, scrive nell’articolo Sara Kelany, sei cittadini nigeriani residenti a Roma, Brescia e in Islanda sono stati sottoposti a misura cautelare dal Gip, a seguito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. I reati contestati sono: tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, sequestro di persona, estorsione, procurato aborto e associazione a delinquere di stampo mafioso. L’associazione criminale farebbe parte di uno dei cosiddetti cults, i clan in cui è strutturata la mafia nigeriana, da anni radicata sul territorio italiano e internazionale, con le proprie origini in Nigeria”.

“La prostituzione rappresenta uno dei principali business di questi gruppi, osserva la parlamentare di FdI. Ragazze giovanissime – vere e proprie bambine – vengono adescate dalle maman, o madame, spesso ex prostitute ormai anziane, che le soggiogano attraverso riti magici juju, piegandole psicologicamente alla propria volontà. Una volta arrivate in Italia, convinte di inseguire un futuro migliore, vengono invece sequestrate e obbligate a prostituirsi per ripagare un debito che, nella realtà, non si estinguerà mai. La gravidanza, in questo meccanismo infernale, è considerata un ostacolo inaccettabile. L’inchiesta è partita proprio da qui: una giovane, costretta ad abortire, ha trovato il coraggio di denunciare. Ma quante non hanno potuto farlo? Quante hanno subito in silenzio per tutta la vita, o sono morte, scomparse nel dimenticatoio, private della dignità, dell’integrità fisica e mentale, di ogni barlume di umanità?”.

Da qui la riflessione della responsabile Immigrazione: “Fratelli d’Italia e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni furono i primi a denunciare questo sistema malavitoso, la sua incidenza sul territorio e la sua pericolosità. Fin dalla scorsa legislatura, Meloni presentò mozioni, interrogazioni ed emendamenti, spesso nel totale disinteresse della sinistra. Perché per la sinistra “mafia nigeriana” è un termine che non si può pronunciare. Non si può dire, perché attribuisce una connotazione etnica a un fenomeno criminale, e dunque – secondo loro – “puzza” di razzismo e xenofobia, alimenta l’odio. Eppure, a dispetto delle chiare definizioni fornite da anni dalle forze dell’ordine e dalla magistratura – che descrivono questo fenomeno come una realtà criminale strutturata su base etnica – la sinistra ha continuato a chiudere gli occhi, incapace di chiamare le cose con il loro nome, imprigionata in un buonismo ideologico d’accatto”.

“Quando si è votata la legge istitutiva della Commissione Antimafia per questa legislatura – ricorda il deputato -, come da copione, le anime belle dell’opposizione sono saltate sulla sedia quando abbiamo chiesto di estendere i poteri d’indagine della commissione anche alle mafie straniere, con esplicito riferimento alla mafia nigeriana. Ci hanno accusato di razzismo, neanche a dirlo. Ci hanno dipinti come cerberi intrisi di xenofobia. Abbiamo allora riportato il dibattito sui binari della verità, rivendicando un principio sacrosanto: per estirpare le mafie, occorre conoscerle, riconoscerle e combatterle senza infingimenti. E così, grazie alla nostra determinazione, la Commissione ha esteso i suoi poteri anche all’analisi dell’«infiltrazione all’interno della comunità nigeriana, con attenzione allo sfruttamento di donne e minori»”.

“Anche in questa occasione si è resa evidente la differenza tra una destra consapevole, pragmatica e coerente rispetto alle proprie convinzioni, e una sinistra scollegata dalla realtà, che pur di restare aggrappata ai propri totem ideologici è disposta a rinunciare a tutto – persino alla difesa dei più fragili. Oggi ringraziamo le forze dell’ordine per il successo di questa ennesima operazione, che contribuisce a smantellare uno dei tasselli su cui poggia la criminalità nigeriana. Ringraziamo questa giovane donna, le cui ferite forse non si rimargineranno mai, ma alla quale va tutta la nostra vicinanza. E ringraziamo l’impegno e la costanza di tutti coloro che si dedicano strenuamente alla lotta contro la criminalità organizzata” conclude Kelany. 

Fonte foto  Camera dei DEPUTATI https://www.camera.it/leg19/29?tipoAttivita=&tipoVisAtt=&tipoPersona=&shadow_deputato=308904&idLegislatura=19

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