(ASI)“Lo scorso 7 gennaio l'Ambasciata della Repubblica islamica dell'Iran, ha rivolto al nostro indirizzo, nella nostra qualità di Deputati, una missiva (che alleghiamo).
Riteniamo sia importante rendere pubblica tale missiva, unitamente alle nostre considerazioni in merito. Essa fa riferimento ai nostri interventi in Aula del 20 dicembre scorso in occasione della
tragica uccisione per impiccagione di Samira Sabzian, donna iraniana di 32 anni, accusata di aver avvelenato li marito e giustiziata dal Regime, a seguito di una condanna basata su prove circostanziali.
Come ben noto, non si tratta affatto di un caso isolato, come testimoniano anche le numerose
proteste di piazza, tenute dalla popolazione negli ultimi anni. Nel corso dei nostri interventi abbiamo ancora una volta riportato l'attenzione sulla sistematica violazione dei diritti umani e civili in Iran e sulla drammatica condizione della donna.
Nonostante la lettera sia stata inviata soltanto a noi, nel corso della seduta citata, la condanna della brutale uccisione della donna iraniana è stata manifestata anche da altri colleghi e, al termine, anche dal Vice Presidente Mulè. Aseguire, l'Aula ha osservato un minuto di silenzio in ricordo della donna. Nella missiva a noi rivolta l'Ambasciata auspica che "…gli onorevoli deputati italiani possano evitare giudizi, basati su false informazioni, diffuse da chi tenta di danneggiare le relazioni amichevoli tra i due paesi..." e inoltre: "...richiama l'attenzione dei parlamentari italiani a considerare con attenzione la Costituzione della Repubblica islamica..."
Riteniamo che tale lettera, non solo sia inopportuna, ma miri a comprimere le nostre prerogative di Deputati così come tutelate dalla Costituzione, mettendo in discussione la nostra capacità di giudizio e offendendo anche il Parlamento italiano, in cui per fortuna ognuno è libero di esprimere el sue posizioni, a differenza di quanto accade in Iran. Il tono con cui un Regime così violento, che mira dichiaratamente all'eliminazione fisica dei suoi avversari politici e alla distruzione di nostri alleati, come Israele, intende redarguirci, è inaccettabile, tanto più che proprio quel Regime non condivide con le Istituzioni italiane ed europee alcun principio e valore.
A tal proposito richiamiamo anche le posizioni di condanna delle azioni del Regime espresse da numerosi esponenti istituzionali italiani, a partire dal Presidente della Repubblica, fino alle risoluzioni approvate dal Parlamento europeo. Abbiamo informato della missiva il Presidente della Camera dei Deputati, On. Lorenzo Fontana, affinché possa assumere le opportune iniziative. Per quanto ci riguarda, riteniamo essere particolarmente grave che i rappresentanti del Regime si permettano di ammonirci e pertanto risponderemo all'Ambasciata accettando un incontro presso la Camera dei Deputati sul solo tema della situazione delle donne in Iran, incontro al quale inviteremo inoltre i colleghi e i rappresentanti della Comunità iraniana in Italia che intendono prendervi parte” - É quanto dichiarano in una nota congiunta dall’On. Isabella De Monte (Italia Viva), dall’On. Simonetta Matone (Lega) e dall’On. Roberto Bagnasco (Forza Italia).
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