adinolfi9(ASI) Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia (PdF), contesta il quesito referendario sulle droghe promosso tra gli altri dall’Associazione Luca Coscioni: “Non bastava il referendum truffa sulla ‘eutanasia legale’ (che in realtà non introduce l’eutanasia, ma toglie ogni perseguibilità per colui che ad Agrigento ha sparato in testa a un 26enne depresso ‘consenziente’), ora c’è anche il quesito truffa che gli stessi promotori dicono essere ‘sulla cannabis’.

Poi leggi il quesito e scopri che tolgono una parolina (‘coltiva’) dall’articolo 73 del testo unico 309/90, depenalizzando la coltivazione non della cannabis ma di qualsiasi sostanza psicotropa. Si potrà liberamente coltivare il peyote, pericoloso fungo allucinogeno carico di mescalina. O il papavero da oppio. In più, abrogando il ritiro della patente (art. 75) per chi guida in possesso di qualsiasi droga, lasceremo al volante chi gira con la cocaina in tasca. Ma tutto questo non lo dicono i novelli Wanna Marchi, venditori di imbrogli. Chi ha come priorità la droga libera e ammazzare i sofferenti anche con un proiettile nel cranio a mio avviso è uno spostato mentale. Che però sta comodo nel mondo che ormai viaggia al contrario, di certo con l’opposizione ferma e decisa del Popolo della Famiglia”.

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