Giovedì, 22 Ottobre 2026
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Politica Nazionale

Ugl Catania a Regione siciliana chiede corretto impiego dei medici nei reparti Covid. “Si vigili per tutelare pazienti e lavoratori. Stop a disposizioni fuori norma”

Di Redazione ASI 18 Novembre 2020 – 11:57 3 min di lettura
(ASI) “La Regione siciliana vigili sul corretto impiego dei medici all’interno delle aziende sanitarie ed ospedaliere della provincia di Catania.” E’ questa la richiesta urgente che ha avanzato ieri con una lettera, indirizzata all’assessore regionale della Salute Ruggero Razza ed al dirigente generale del Dipartimento regionale della pianificazione strategica.
La federazione provinciale Ugl medici guidata da Aurelio Guglielmino lo ha fatto denunciando ciò che sta accadendo nelle ultime settimane in relazione alle attività di contrasto al Coronavirus.
“Da alcuni giorni ci giungono segnalazioni da parte di colleghi che si sono visti all’improvviso assegnati, con legittima disposizione di servizio, al reparto Covid della propria azienda ospedaliera. Tutto corretto, se non fosse che ad essere trasferiti sono camici bianchi la cui specializzazione non è affine alla materia da trattare. Una vera e propria violazione della Circolare dello stesso dirigente del Dipartimento, emanata lo scorso 6 novembre, oltre che del decreto del Ministro della salute del 31 gennaio 1998, motivo per cui abbiamo chiesto sia la revoca degli ordini non conformi ai dettami normativi ed il monitoraggio costante dei futuri movimenti – spiega Guglielmino.
A prescindere dal richiamo al rispetto delle regole, fondamentali in una fase delicata come questa, lo dobbiamo soprattutto ai pazienti che non possono essere messi a rischio proprio dentro un ospedale, perché curati da un medico il cui bagaglio professionale ed esperienziale è anni luce da quella che è l’attuale problematica che investe maggiormente materie equipollenti con la medicina generale. Non è affatto normale che un chirurgo o un audiologo vengano messi a curare malati Covid, quando invece in corsia possono andarci ad esempio gli internisti o i dermatologi, come dettato dalla tabella ministeriale. Lo facciamo anche per tutelare i lavoratori, che non possono di certo essere mandati a rischiare di prendersi una denuncia e vedersi rovinata una carriera per colpe non loro. Chiediamo a gran voce una più corretta gestione del personale, una giusta razionalizzazione delle risorse, allocando in ogni reparto ospedaliero il personale medico equipollente in assenza di quello appartenente alla specializzazione incardinata.
Non si può affermare che non ci sono dottori a disposizione – tuona il segretario etneo Ugl medici – perché finchè ci saranno questo genere di provvedimenti e non si attiverà l’incentivazione extraoraria il caos regnerà sovrano negli ospedali della nostra città.” Intanto, dal sindacato di via Teatro Massimo arriva ancora una volta un invito alle istituzioni regionali a non accantonare l’idea di riattivare alcuni plessi dei nosocomi da poco dismessi: “La battaglia che da diversi mesi abbiamo lanciato insieme alla federazione Sanità ed alla nostra segreteria territoriale – conclude il sindacalista – in questo momento è più che mai attuale, considerato che il numero di pazienti lievemente sintomatici e bisognosi di cure a bassa intensità, nella nostra area metropolitana, è elevato.
Tenuto conto che non abbiamo le forze per curarli a domicilio, che i reparti Covid sono saturi e che soprattutto le strutture ospedaliere devono accogliere malati con sintomaticità più severa, crediamo che l’unica via d’uscita sia quella da noi proposta al pari dell’utilizzo di posti letto disponibili in casa di riposo. In un quadro come quello che stiamo vivendo servono più posti letto, anche per evitare al 118 servizi spesso e volentieri evitabili se il sistema funzionasse a dovere.”
Nota della Redazione

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