Giovedì, 10 Settembre 2026
ASI Notizie
Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario” Ue, Confeuro: "Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario" Sicurezza. Scurria (FdI): Con Dl Sicurezza stop calvario occupazioni abusive  Femminicidi: Appendino (M5S), "non morti qualsiasi, pericoloso voler cancellare parola" Saxa gres, Ugl Chimici: “necessaria una soluzione industriale unitaria che salvaguardi occupazione e continuità produttiva” Caro carburante, il MIT: in arrivo altri 11,4 mln per le imprese trasporto merci e persone in conto terzi Il fine vita è la fine della vita (spoiler: e della politica) Sociale, nasce "Euromo-Futura Europa" per una Ue di pace, coesione e democrazia Capannelle, Ambrogiani(Si può fare): “Riapertura Ippodromo è vittoria comunità” ValdegamberiFuturo Nazionale): “ La Germania anticipa ciò che accadrà in Italia" Sociale, inaugurata in Piemonte nuova sede Confeuro-Labor a sostegno della comunità  Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario” Ue, Confeuro: "Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario" Sicurezza. Scurria (FdI): Con Dl Sicurezza stop calvario occupazioni abusive  Femminicidi: Appendino (M5S), "non morti qualsiasi, pericoloso voler cancellare parola" Saxa gres, Ugl Chimici: “necessaria una soluzione industriale unitaria che salvaguardi occupazione e continuità produttiva” Caro carburante, il MIT: in arrivo altri 11,4 mln per le imprese trasporto merci e persone in conto terzi Il fine vita è la fine della vita (spoiler: e della politica) Sociale, nasce "Euromo-Futura Europa" per una Ue di pace, coesione e democrazia Capannelle, Ambrogiani(Si può fare): “Riapertura Ippodromo è vittoria comunità” ValdegamberiFuturo Nazionale): “ La Germania anticipa ciò che accadrà in Italia" Sociale, inaugurata in Piemonte nuova sede Confeuro-Labor a sostegno della comunità 
Politica Nazionale

Nicola Cospito (MNP): La crisi irreversibile della democrazia liberale

Di Redazione ASI 17 Ottobre 2011 – 06:53 2 min di lettura

(ASI) I violenti disordini di Roma, provocati non da un'esigua minoranza di esagitati, come i mass media hanno cercato invano di farci credere, le centinaia di manifestazioni in tutto il mondo, compresa anche New York, la  Mecca del capitalismo e dell'alta finanza, attestano la crisi ormai irreversibile della democrazia liberale che appare sempre più un sistema allo sbando e senza sbocchi.


Le cause della crisi, al di là della protesta e del disagio sempre più diffusi,  vanno ricercate non solo nel fallimento del sistema liberista che fa il paio con quello del marxismo negli anni ottanta, ma anche nella sfiducia della gente nella politica politicante, non al servizio dei cittadini ma di interessi sempre più manifestamente oligarchici. La sempre minore affluenza alle urne in occasione delle scadenze elettorali, il gap partecipativo della gente comune alle forme della democrazia parlamentare, la degenerazione naturale e sistemica del partitismo, le leggi elettorali aggiustate ad hoc per il mantenimento del potere con trucchi quali la soglia di sbarramento, i premio di maggioranza, la cancellazione della preferenza,, il bipolarismo quanto mai artificioso e limitativo delle scelte, la calata nella politica di schiere interminabili di peones, una marmaglia di livello culturale appena superiore all'analfabetismo che è andata  ad occupare posti chiave, la corruzione diffusa, l'asservimento della politica ai trust e alle lobbies economico-finanziarie, sono  i segnali che il sistema non va più, non convince più, è finalmente  moribondo.

Questo, mentre i cosiddetti indignati, latori di una protesta giusta ma privi di un progetto alternativo credibile, non si rendono conto che è proprio la stessa democrazia, alleata di ferro del capitalismo e del liberismo ad essere in discussione, sembra dar più che ragione a chi nella storia  europea in un passato non così remoto, intese, con energia e determinazione,  porre un freno allo strapotere delle banche che al di là di ogni considerazione di utilità e convenienza sociale, improntavano la gestione del denaro all'usura e alla speculazione. Fu proprio la nazionalizzazione delle holding bancarie nei primi anni trenta a salvare l'economia italiana in un momento di gravi turbolenze internazionali. Oggi dunque  si riaffaccia prepotente sulla scena, al di là delle contingenze e degli anatemi strumentali, la centralità di un pensiero forte che, ricco di progettualità, appare l'unico pronto ad osare un percorso di reale uscita dal vicolo cieco in cui le vestali interessate della democrazia liberale e parlamentare hanno cacciato metà del pianeta. Chi sa guardare in profondità non potrà non prenderne la dovuta coscienza.

Nota della Redazione

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.