(ASI) Dopo la notizia dell’assegnazione di nuovi 37 assistenti giudiziari abbiamo appreso con cauto ottimismo l’invio di diverse unità di esse anche in quelle sedi che sono dal 2012 sotto la lente di ingrandimento degli addetti ai lavori ( e non solo) per via della loro propensione a dover essere chiusi nel 2023 sempre che  non vi siano, nel frattempo, positivi stravolgimenti in seno al rilancio della politica riguardante la geografia giudiziaria.

-A dirlo sono Franco Migliarini Segretario Generale UIL Pubblica Amministrazione Abruzzo e Mauro Nardella componente della segreteria regionale UIL PA ed addetto stampa -

Come è rissaputo  5 di essi sono stati assegnati ai tribunali di Avezzano e Sulmona e 3 ciascuno a Vasto e Lanciano. Dati che farebbero ben sperare in proiezione futura se non fosse per il fatto che purtroppo non garantiscono, almeno per il momento, sull’effettiva permanenza in loco degli stessi presidi giudiziari.

-Precisano i due segretari UIL PA-

Qualcosa in più va fatto. Quello che è appena accaduto e che altro non è che il frutto di dure battaglie volte a soddisfare la giusta pretesa dei lavoratori a vivere in contesti più sopportabili dal punto di vista dei carichi di lavoro potrebbe essere vanificato se entro il 2023 non si riuscirà nell’impresa di veder definitivamente approvate le giuste recriminazioni che la UIL insieme alle restanti parti in causa hanno avanzato e sempre avanzeranno affinchè i tribunali minori di Sulmona, Avezzano, Vasto e Lanciano vengano lasciati al loro posto.

-affermano Migliarini e Nardella-

Il lavoro di rivisitazione della geografia giudiziaria, improntato al definitivo salvataggio dei 4 presidi, non può e non deve essere un lavoro fatto a tappe e per di più a tempo. La definizione di una politica volta a far permanere nei territori di loro competenza ed in maniera stabile e continuativa i tribunali interessati dovrà necessariamente portare ad un fatto compiuto.

-Continuano i due sindacalisti-

Se il problema continua ad essere quello di natura economica allora, proprio perché la Giustizia rientra così come la Sanità tra i bisogni cardini della società, non può e non deve essere spogliata dei giusti mezzi. Se si è pensato al MES per rilanciare in meglio le necessità riguardanti la salute degli italiani un pensiero all’utilizzo del Recovery Fund potrebbe essere fatto, ad esempio, per salvaguardare una delle questioni sociali tra le più importanti in assoluto vale a dire la Giustizia ovvero il suo potenziamento e non impoverimento.

Conclude la nota congiunta del Segretario Generale UIL PA Abruzzo Franco Migliarini e del  Componente della Segretaria Regionale e addetto stampa UIL Pubblica Amministrazione Mauro Nardella.

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