brizziarelli(ASI) Intervista con il Senatore Luca Briziarelli, vicepresidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta per gli Illeciti Ambientali. Con lui parliamo della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore dell'eredità culturale per la società, presentata il 27 ottobre 2005 nella città portoghese di Faro, sottoscritta dall'Italia nel 2013.

La Convenzione, riferisce il Senatore, parte da buone intenzioni, cioè quelle di considerare la cultura quale patrimonio dell’umanità e di valorizzare la cultura. Tuttavia si rischia di generare un “oscurantismo” di ritorno.

L’Italia è il primo Paese al mondo per quantità di siti UNESCO. La Convenzione dice che ogni popolo dovrebbe essere messo in condizione di poter valorizzare, oltre che fruire, il Patrimonio. Nasce nel 2005.

In alcuni articoli, tra i quali il 7, il 15, il 16 e il 17, però, trapela l’incongruenza. “Bisogna riconoscere il punto di vista di tutte le culture, anche quelle minoritarie. Il Consiglio d'Europa può legiferare sulla questione”. Il problema sta nel fatto che è l’Unione Europa a dirimere le questioni. Il Senatore porta ad esempio le comunità musulmane. In varie condizioni si potrebbe pensare che per queste ultime,  alcuni affreschi dovrebbero essere coperti, e sarebbe l’Europa a decidere, “rimuovendo” letteralmente, parti del nostro Patrimonio Culturale.

Così si parla della Divina Commedia, pietra fondante della nostra cultura: è possibile che, seguendo le linee della Convenzione, sia censurata. Anche le nudità della classicità potrebbero essere coperte o rimosse.

Si lascia così in mano agli organi dell'UE competenti uno strumento potentissimo per oscurare le nostre origini e l’arte in tutta la sua pura essenza.

Occorre salvaguardare lo spirito occidentale. “Il rispetto dell’altro non può essere l’annullamento di sé”, ribadisce il Senatore, facendoci capire che l’arte nella sua forma originaria e pura, non debba essere messa in qualche modo a repentaglio da strumenti legislativi in mano all'Europa.

La Lega si batterà contro la ratifica del trattato. Si ritiene che per l’Italia sia “un rischio fortissimo” , che “attenta all’arte dello stato e alle sue peculiarità stilistiche”. Si fa riferimento anche alla copertura delle statue in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rouhani. I lettori si domandano se sia giusto che le rappresentazioni artistiche libere debbano essere minate da questo progetto. L’Italia, culla della civiltà, detiene una quota importante del patrimonio UNESCO.

Non è giusto andare a sminuire il nostro corredo artistico-culturale. L’eredità storica è ciò che ci accomuna e ci unisce sotto la stessa bandiera, facendoci sentir parte di un qualcosa di più grande. La cultura una grande opportunità per creare posti di lavoro. Il Senatore parla anche della fruibilità e della fierezza dell’insieme delle nostre strutture museali e storico-artistiche. Esse non possono e non devono essere messe a repentaglio .

 

 

 

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

 

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