Politica Nazionale
MES, Fassina(Leu): si deve dire la verità all’Italia e al Parlamento, il Governo non può impegnarsi né all’Eurogruppo, né al Consiglio europeo senza passare per Camera e Senato
(ASI) "Il Mes di nome ma non di fatto” è una trappola. Il Governo deve venire in parlamento prima dei vertici a Bruxelles. La propaganda è incessante. Ora arriva anche “il Mes di nome ma non di fatto”, dopo il grande bluff del “Sure” e l’irrilevante Bilancio europeo presentato come 'Piano Marshall'. Il Mes viene raccontato come scatola vuota, un titolo di copertina e fogli bianchi sui quali ciascun governo scrive quello che vuole. Ma ‘Il Mes di nome e non di fatto, senza condizioni’ è una trappola: le condizioni, ovviamente non sono esplicitate e non arrivano subito, ma sono previste dall’Enhanced Conditions Credit Line, infiocchettata per l’emergenza Covid-19. Arriveranno, a emergenza sanitaria finita, con la prima valutazione di sostenibilità del nostro debito pubblico e porteranno l’Italia al Memorandum e al programma di aggiustamento macroeconomico e strutturale. È evidente: o le norme vigenti del Mes, l’art 136 del TFUE e il regolamento 472/2013 attuativo del Two Pack vengono abolite e viene radicalmente riscritto il Patto di Stabilità e il Fiscal Compact ora sospesi, oppure il Mes di nome lo è anche di fatto. Si deve dire la verità all’Italia e al Parlamento: il ricorso al Mes è condizione affinché la Bce acquisti i nostri Btp. Ciascuno poi farà le proprie valutazioni sulle alternative possibili e si assumerà le responsabilità conseguenti. Ma il Governo non può impegnarsi né all’Eurogruppo di martedì, né al Consiglio europeo di giovedì, senza passare per Camera e Senato."
Così scrive nel suo profilo facebook il deputato di Liberi ed Uguali Stefano Fassina.
Nota della Redazione
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