(ASI) "Il 2020 in Calabria si è aperto con la campagna elettorale per le prossime regionali, entrata ormai nel vivo. Una campagna elettorale che non ci vedrà presenti a causa di una legge elettorale antidemocratica che, fissando la soglia di sbarramento all’8%, costringe le formazioni politiche giovani come la nostra a cercare accordi nell’ambito del centrosinistra o a rimanere relegate nella sfera della testimonianza.

Ma la Calabria oggi non ha bisogno né di testimonianza né tantomeno di questo centrosinistra, capace di far uscire dal cilindro un imprenditore come Callipo, come se ancora sia credibile pensare che una regione, un qualsiasi territorio, possa essere gestito come un’azienda.

La Calabria ha bisogno di un progetto serio e di “sinistra”, che guardi realmente alle problematiche delle classi disagiate che vivono nella nostra regione, che provi a dare risposte alle loro esigenze e non, con la scusa di aiutare i più bisognosi, continuare a favorire i soliti noti e i loro amici.

Potere al Popolo! non sarà presente quindi in questa competizione elettorale, né sosterrà alcuna delle formazioni in campo, ma questo non significa che non proveremo a portare all’interno di questa campagna elettorale le nostre tematiche e le nostre parole d’ordine.

In particolare riprenderemo con l’anno nuovo le attività con cui abbiamo lasciato il 2019, a partire dalle iniziative per una sanità pubblica, efficace ed efficiente. L’assemblea pubblica del 13 dicembre a Reggio Calabria ha evidenziato l’esigenza di una mobilitazione regionale coordinata con gli altri soggetti che stanno portando avanti questa battaglia: la costruzione di questo coordinamento è uno dei primi obiettivi che ci poniamo.

Sanità pubblica quindi, così come devono essere tutti i servizi locali, anche se sappiamo bene che questo concetto si scontra con le casse sempre più esigue dei nostri comuni. La definizione dei LEP, il livelli essenziali di prestazione che ogni comune italiano deve garantire, è la prima risposta utile a invertire la rotta e opporsi alla sottrazione costante di risorse economiche che subiscono i nostri territori a favore di quelli più ricchi, nonché a tutti i tentativi di autonomia differenziata che la Lega e il partito trasversale del nord stanno portando avanti.

Mentre continua la discussione sui decreti sicurezza voluti da Salvini, senza che l’attuale governo abbia in programma nulla per cambiarli, figurarsi per rimuoverli, questi rimangono in piedi con tutto il loro carico repressivo nei confronti non solo dei migranti ma anche di lavoratori e attivisti italiani. Decreti nati a seguito di campagne propagandistiche che hanno messo all’indice lo straniero, diventato così il male assoluto, e che hanno permesso di distogliere lo sguardo da quelle che sono le reali problematiche. In Calabria è un’altra la sicurezza di cui c’è assolutamente urgenza, come ricordato nell’iniziativa per il decennale della morte di Franco Nisticò tenutasi a Villa San Giovanni: c’è la necessità di rilanciare su un “Decreto Sicurezza in Calabria” che metta al centro la messa in sicurezza dei nostri territori, resi ancor più sfasciume pendulo a causa dei repentini cambiamenti climatici, e delle strade come la SS.106, che ancora purtroppo merita ampiamente il triste soprannome di Strada della morte.

Per ultima, ma non certo ultima, la questione ‘ndrangheta con tutto lo strascico di polemiche legate alle ultime operazioni portate avanti da Gratteri e alle sue dichiarazioni. La ‘ndrangheta, con tutto il tremendo intreccio di poteri che la attornia, non è argomento banale o riducibile a qualche battuta, così come la nostra regione attanagliata da questo male: non accettiamo quindi semplificazioni da nessuno, né dai politici, né dagli “esperti” dei talk show, e neanche dagli stessi magistrati.

C’è assoluto bisogno delle forze dell’ordine e della magistratura per contrastare lo strapotere della ‘ndrangheta, ma lo affermiamo convinti che non saranno arresti e manette a cambiare il volto di questa terra. Dobbiamo costruire un NO netto, radicale, e soprattutto sociale alla ‘ndrangheta, un NO che individui e provi ad aggredire le tante problematiche che hanno permesso e continuano a permettere lo strapotere criminale, senza giustizialismi, senza pregiudizi. Combattere la ‘ndrangheta per noi significa affrontare questioni come lavoro e reddito, parlare di spazi di aggregazione e cultura, di salute e di ambiente, significa opporsi a opere inutili e dannose, significa lottare per cambiare un sistema dove le mafie non sono tumori maligni ma parte integrante.

Sono queste le direttive principali, sicuramente non le uniche, sulle quali porteremo avanti il lavoro di Potere al Popolo!, convinti che da questi temi potrà partire il cambiamento per la nostra regione e non da una competizione elettorale dove sono i nomi dei candidati a fare la differenza, non certo idee e programmi."

Così in una nota Potere al Popolo Calabria.

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