(ASI) " In arrivo le letterine di Natale ai multiproprietari. I multiproprietari non hanno scelta, ''la multiproprietà non è paragonabile ad un bene immobiliare privato che puoi vendere; o pagano le spese di gestione evitando pignoramenti o devono pagare per liberarsi della multiproprietà''.

Chi decide le spese di gestione di una multiproprietà e quali tutele per i multiproprietari? ''In questi giorni i multiproprietari stanno ricevendo la lettera con il saldo delle spese di gestione annuali.

Queste spese vengono imposte in base ad un bilancio preventivo, seguito alla fine dell'anno solare, da un bilancio consuntivo e il saldo nel corso degli ultimi 20 anni ha subito un rialzo fino al 40% senza alcuna vera giustificazione''. Le multiproprietà italiane e quelle estere utilizzano lo stesso sistema di recupero spese arretrate anche per le multiproprietà con certificato di diritto d’uso. Il recupero dei debiti funziona in egual modo in tutta l’area della comunità europea come se fossero in Italia e si sono fatti feroci; il loro intento è di recuperare i loro crediti impagati fino a 15 anni fa e la legge sulla prescrizione europea glielo permette. Dietro queste società proprietarie delle strutture turistiche ci sono banche private e non intendono lasciare nemmeno un centesimo di irrecuperato anche se hanno permesso di non pagare per anni e anni. ''Attenzione alle spese di recupero che a volte sono più del capitale di debito maturato''.

Bilanci gonfiati. Il 90% delle multiproprietà in Italia è in condizioni pessime che non giustificano i continui aumenti delle spese di gestione''. Strutture che vengono spacciate per villaggi super accessoriati o come Hotel di eccellenza e invece ci si trova in complessi abitativi decadenti con campi sportivi impraticabili e con aree comuni lasciate all'incuria. ''E ti chiedono di pagare anche per una sdraietta sulla spiaggia adiacente e che dovrebbe essere inclusa nella spesa di gestione''. Il favoloso mondo degli anni '80 e 90 dove trovavi organizzazione e animazione in strutture di lusso è finito, ora solo macerie che gravano sui multiproprietari.

Facciamo due conti: l'appartamento in multiproprietà difficilmente supera i 35mq e viene ''venduto ogni anno allo stesso multiproprietario vincolato da un contratto o che lo ha ereditato'', a 1.000 euro a settimana. Se ha firmato per 2 settimane paga ogni anno 2 mila euro solo per godere della struttura e via dicendo, più le spese straordianarie sia che vada o non vada in vacanza. Praticamente ogni anno il multiproprietario acquista il diritto di godimento per le settimane scelte e ''se mantieni una multiproprietà per 20 anni o più, hai speso come per un cottage in montagna senza mai esserne veramente proprietario''. In un appartamento di mq 35 in uso domiciliare le spese relative a fornitura di energia, gas, acqua e tassa rifiuti, spese condominiali e IMU, si aggirano intorno ai 300/400 euro al mese. Ciò significa che un appartamento in un residence di multiproprietari ha un costo di 1400 euro a settimana! Cosa succede se il multiproprietario non paga? ''Fin ora il multiproprietario ha potuto godere di maggior tutela, ma da adesso si vedranno pignorate buste paghe e conti correnti.

La multiproprietà non ha mercato, venderla è quasi impossibile a meno che non si trovi un utente da truffare come magari si è stati truffati''. Come ci si libera di una multiproprietà? ''Lo svincolo ha un costo, parlare di cederla gratuitamente o di ricavarci qualche spesa è impensabile. Il ricavo si ottiene pagando lo svincolo sia per una struttura in Italia sia per una all'estero. Come sempre ricordiamo di diffidare di quelle telefonate o lettere ricevute – i vostri nomi e contatti vengono acquistati da società che lucrano sulle multiproprietà – che vi illudono di potervi liberare della multiproprietà con poche spese o addirittura guadagnare da una vendita dove hanno già l'acquirente. Se avete dubbi rivolgetevi ad una Associazione e prendete tutte le cautele del caso''. Così in una nota Federcontribuenti.

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