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Politica Nazionale

Buoni Pasto. Confesercenti, le imprese a Di Maio: "Necessaria una vera riforma, convocare tavolo"

Di Redazione ASI 11 Ottobre 2018 – 23:46 3 min di lettura

(ASI) Roma - "Il sistema dei buoni pasto è fuori controllo e deve essere rifondato. Primo passo per ripartire, un tavolo con il vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che veda il coinvolgimento di tutte le associazioni della ristorazione e del dettaglio alimentare".

 

La richiesta di Fipe, Fida, FIEPeT- Confesercenti, Federdistribuzione, Ancc-Coop, Ancd-Conad al vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Di Maio per la convocazione di un tavolo finalizzato a rifondare il mercato dei buoni pasto.

(ASI) Roma - "Il sistema dei buoni pasto è fuori controllo e deve essere rifondato. Primo passo per ripartire, un tavolo con il vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che veda il coinvolgimento di tutte le associazioni della ristorazione e del dettaglio alimentare". Questa la richiesta avanzata congiuntamente da Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, FIEPeT-Confesercenti, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Fida - Federazione Italiana Dettaglianti Alimentari, Federdistribuzione attraverso una comunicazione ufficiale inviata al Ministro. Il fallimento di QUI!Group è solo la punta di un iceberg che nasconde molte altre insidie per gli utilizzatori dei buoni pasto e per le migliaia di imprese della ristorazione e del dettaglio alimentare che ogni giorno sono chiamate a misurarsi con questo servizio.

In questi ultimi anni sono stati numerosi gli interventi normativi per mettere argine alle innumerevoli distorsioni del mercato, ma occorre prendere atto che nessuno è stato risolutivo e che, al contrario, il sistema continua a peggiorare. Il livello delle commissioni a carico della rete degli esercizi convenzionati ha ormai sfondato, in alcuni casi, la soglia del 20%. Non c’è altro Paese in cui sui buoni pasto le cose funzionino così. L’ultimo intervento effettuato l’anno scorso sul codice degli appalti, allo scopo di ridurre alcuni effetti distorsivi, ha sortito risultati diametralmente opposti. Si è ormai innescato un sistema che costa agli esercizi convenzionati, che erogano ogni giorno un servizio indispensabile per i lavoratori, almeno 500 milioni di euro all’anno. Siamo ad un punto di non ritorno. Occorre rifondare il modello su nuove regole che vorremmo sottoporre all’attenzione del vicepremier Di Maio e che aspettiamo di discutere al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il nuovo sistema dovrebbe garantire le seguenti condizioni:

fine dell’affidamento attraverso gare di appalto che riducano il valore nominale del buono pasto lungo tutta la filiera;
un tetto massimo alle commissioni agli esercenti, con valori analoghi a quelli praticati in altri Paesi europei;
rating di affidabilità per le società emettitrici;
fondo di garanzia per la tutela dei pagamenti alle imprese convenzionate;
contratti chiari e trasparenti tra emettitori ed esercizi convenzionati;
Pos unico per assicurare il vero sviluppo del buono pasto elettronico.

Si auspicano risposte concrete e soluzioni che rimuovano alla radice l'insostenibilità del sistema a tutela dei lavoratori e degli operatori interessati.".

Lo dichiarano con un comunicato congiunto e FIEPeT- Confesercenti,  Fipe, Fida, Federdistribuzione, Ancc-Coop, Ancd-Conad con l'obiettivo  di chiedere al vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Di Maio la convocazione di un tavolo finalizzato a rifondare il mercato dei buoni pasto.

Nota della Redazione

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