(ASI) “Non potevo permettermi di avere altri figli” questa la motivazione dietro al gesto della 27enne ternana che dopo avere dato alla luce nel segreto di casa il suo secondo genito, l’ha poi abbandonato giovedì mattina nel parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo a Terni.

“Non solo la resa di una madre, ma il fallimento di tutta la città di Terni e della società italiana”, ha commentato Agnese Agrò, già candidata alle ultime elezioni amministrative nelle liste del Popolo della Famiglia, che da pochi giorni madre del suo quarto figlio.

“Le istituzioni fanno pochissimo per le famiglie, soprattutto a quelle che decidono di mettere al mondo figli, che non sono orpelli, o problemi, ma sono il nostro miglior futuro. Una società che non fa figli è destinata all'estinzione ed alla sostituzione, non c'è bisogno di conferme accademiche per capire che dobbiamo tornare ad investire nella famiglia, per evitare proprio quella paura e quella follia che ha generato la tragedia di quest'ultimo infanticidio", ha continuato la Agrò, ricordando che anche la nostra Costituzione, all'art. 31, dà indicazioni sul dovere della Repubblica di agevolare le famiglie, la maternità e l'infanzia; esattamente le tre vittime di questa triste vicenda di cronaca

Agnese Agrò ha infine concluso: “Oggi si fanno tante battaglie per il raggiungimento della parità di genere, ma una donna che decide di essere madre, quando non discriminata, viene disincentivata alla maternità e costretta ad un mondo del lavoro che ha ritmi e consuetudini prettamente maschili. Tutto ciò non aiuta a comprendere la vastità di problematiche che ci sono dietro l’accoglienza di una nuova vita. Una vera e propria forma di discriminazione sociale al contrario che la parità di genere ha introdotto nella nostra società e che può portare a gesti estremamente drammatici”.

Il Popolo della Famiglia Umbria, nella persona del suo Presidente Claudio Iacono, chiede al Sindaco Latini di esprimere nel prossimo Consiglio comunale un messaggio di cordoglio a nome e per conto di tutta la cittadinanza, al fine di riconoscere la dignità permanente di ogni persona e che l’amministrazione si faccia carico delle spese per le onoranze funebri e la sepoltura del bimbo, assicurando la presenza di un delegato in rappresentanza della giunta

 Lo dichiara in una nota il Popolo della Famiglia – Umbria

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