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Politica Nazionale

Mauro Pili (Unidos): "fermiamo le manovre della Francia per scippare all'Italia il Mare a Nord della Sardegna"

Di Cristiano Vignali 11 Marzo 2018 – 19:16 3 min di lettura

mauroPili 1 copy(ASI) Cagliari – Il leader del Movimento Sardo “Unidos”, l’On. Mauro Pili, già Presidente della Regione Sardegna e Deputato, ha denunciato sul sito ufficiale del suo movimento il possibile “scippo” che il governo francese sta progettando di compiere ai danni dell’Italia nel mare a Nord della Sardegna, portando il limite delle acque territoriali al largo della Corsica “da 12 miglia ad oltre 40 miglia”.

In merito, noi abbiamo chiesto una intervista telefonica al leader di “Unidos”, proprio per capire bene come sta la situazione: https://youtu.be/uGxFb6NiUoA

“Un operazione – ha dichiarato l’On. Pili - similare a quella di due anni fa, scongiurata dopo una grande mobilitazione e una incisiva azione parlamentare. Questa volta, però, il governo francese sceglie di fare tutto in casa, avviando una procedura amministrativa che sta trovando l’Italia spiazzata”.

“Un blitz francese in piena regola – ha specificato l’On. Mauro Pili - per cambiare confini e sovranità del mare da parte del governo francese di Macron, attraverso il Ministro del Mare, con un decreto che punta all’annessione di porzioni di acque internazionali direttamente connesse con il mare sardo”.

“Il Ministero del Mare francese, ha avviato una procedura, richiesta dai trattati europei per il governo delle politiche della pesca e delle zone economiche speciali, per appropriarsi con atti e decreti, di pescosissime e vastissime zone di acqua internazionale a ridosso della Sardegna nel silenzio e nell’inoperato del governo italiano” ha continuato Mauro Pili.

“Le autorità francesi – ha denunciato l’On. Pili - si rifarebbero a un accordo internazionale fra il governo italiano e quello francese che sarebbe stato firmato a Caen il 21 marzo 2015 dall’allora Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni e dal collega transalpino Fabius, ma mai ratificato dal parlamento italiano, ma ora lo si vorrebbe attuare attraverso percorsi internazionali ”

“Infatti, due anni fa eravamo stati costretti con i pescatori del Nord Sardegna – ci ha detto il leder di Unidos - a bloccare con le imbarcazioni le Bocche di Bonifacio, ma questa volta la battaglia è più dura perché i tempi sono ristrettissimi e il governo italiano deve intervenire entro il 25 marzo per bloccare una procedura unilaterale francese tesa a compiere il grave scippo ai danni della Sardegna e dell’Italia. Per comprendere la gravità del potenziale danno, si deve considerare che quelle aree sono importantissime per le attività economiche delle marinerie della Sardegna del Nord”.

“Dunque, le autorità francesi – ha attaccato Pili – stanno compiendo un abuso, tramite un blitz in dispregio non solo degli operatori economici sardi, ma anche delle istituzioni italiane e della Costituzione Italiana, con la Regione Sardegna e il nostro Governo fermi a guardare”.

“Un’operazione gravissima sia sul piano economico, sia su quello giuridico che se si concretizzasse, causerebbe un danno inaccettabile per le marinerie sarde, per scongiurare il quale saremo costretti a scendere nuovamente in campo con determinazione, per difendere gli interessi dell’economia della Sardegna e dell’Italia” ha concluso l'On. Mauro Pili.

A tal proposito, è doveroso chiedersi: perché il governo italiano, nonostante che il Parlamento non ha ratificato il “Trattato di Caen”, non ha ancora fatto alcuna azione per bloccare questo “scippo” francesce ai danni della Sardegna e degli interessi Nazionali nel Mar Ligure e di Sardegna?

 

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

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