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Politica Nazionale

Il Partito Comunista sulla vicenda Perugina

Di Redazione ASI 27 Settembre 2017 – 13:53 2 min di lettura

(ASI) Umbria  – "Il Partito Comunista si schiera dalla parte delle rivendicazioni degli operai Perugina scesi in sciopero e a presidio dei cancelli della fabbrica mercoledì 27 settembre e, al di là dell’esito della trattativa e dei futuri sviluppi che avrà per i lavoratori, garantirà il proprio contributo per dare supporto alle loro istanze, con la consapevolezza che le lotte nella Perugina come quelle nelle altre industrie regionali sono lotte comuni e contigue.

Le logiche di profitto capitalista che muovono gli interessi economici delle grandi multinazionali, continuano a produrre un grave arretramento delle condizioni lavorative con la implicita ma non dichiarata intenzione di trasferire importanti settori della produzione all’estero. È questa la situazione che stanno vivendo i lavoratori del territorio umbro costretti, tra il giogo delle mancate promesse dei manager aziendali e le politiche collaborazioniste dei sindacati concertativi, a perdere la sicurezza del loro futuro lavorativo.

In questo scenario si colloca la vertenza dei lavoratori di Perugina Nestlè spa che stanno affrontando la minaccia di un licenziamento collettivo riguardante 340 operai promossa dai vertici aziendali della multinazionale svizzera che detiene la proprietà della fabbrica dolciaria.

In questi anni si è andato progressivamente delineando il progetto sottostante alle politiche industriali dell’azienda che, al netto dei falsi proclami di mantenimento dei livelli occupazionali della propria forza lavoro, ha intrapreso una ristrutturazione del settore produttivo.

La crisi del capitalismo esiste e la pagano i lavoratori. Smascherare le fitte trame che celano le reali intenzioni dei grandi interessi industriali diviene sempre più impellente per permettere un reale avanzamento delle istanze della classe lavoratrice. E ciò passa attraverso la condanna delle politiche sindacali fallimentari che inseguono i ricatti padronali in una gara al ribasso che colpisce i lavoratori e fa arretrare la loro lotta economica e politica.

Fondamentale, in questo senso, è un’organizzazione politicizzata dei lavoratori, a livello sindacale in forma autonoma rispetto ai sindacati concertativi, a livello politico mediante il supporto che solo la struttura organizzativa marxista-leninista del Partito può dare ai lavoratori in lotta". Lo esprime in una nota mil Partito Comunista dell'umbria.

Nota della Redazione

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