(ASI)"I recenti fatti di terrorismo che hanno colpito il mondo occidentale hanno mostrato, senza mezzi termini, la vera faccia dell’Islam trapiantato forzosamente (e senza chiedere permesso) sotto le nostre case; le bombe di Parigi e Bruxelles, il camion kamikaze sul lungotevere di Nizza o i recenti accoltellanti di Londra fanno aprire gli occhi anche i più incalliti reticenti, svegliandoli dal letargo autoimpostosi e facendoli piombare nel mondo reale.

La reazione è stata la stessa per tutti: non importa che si accolga o meno, non importa che si cerchi un compromesso o che si sviluppino politiche di integrazione…In ogni caso, questi fatti sono la dimostrazione che l’accoglienza indiscriminata, incontrollata, giustificata o addirittura incentivata dalle politiche colluse e dalla quale traggono profitto HANNO PIENAMENTE FALLITO e si stanno rivoltando contro il nostro mondo, fatto di pace, libertà, ascolto. Ma, dinanzi un interlocutore sordo a queste tematiche, con storia ed imprinting culturale così diverso da noi, non si può continuare a porgere l’altra guancia: abbiamo uno trai servizi segreti migliori al mondo, capace di individuare e mettere sotto scacco qualunque tipo di terrorista già prima che essi pianifichino soltanto un attentato; è, perciò, giunto il momento che queste persone vengano rese inermi ed incapaci di procurarsi una protezione in luoghi pronti a coprirli. Questi luoghi, come è ormai assodato, sono i cosiddetti “centri culturali islamici”, dislocati in tutta Europa e spacciati per luoghi di incontro e cultura, al cui interno, però, altro non si nascondono che moschee abusive dove viene propagandato in una lingua straniera odio e violenza verso la nostra cultura (la stessa che li sta accogliendo).

Anche a Cassino, logicamente, abbiamo il nostro “bel” centro islamico (in via Virgilio), operativo da anni ed al centro, spesso, di fatti di cronaca quali risse tra diverse comunità ed etnie che in esso si recano per pregare (illegalmente). Ricordando che, per legge, non possano esistere né moschee, né chiese, sinagoghe o qualunque altro luogo di culto non ufficiale, facciamo da megafono ai residenti del posto, i quali si lamentano del problema da anni, costretti a subire i caroselli di auto all’uscita della preghiera del venerdì, le urla indistinte in arabo e, come detto, a volte, le risse tra diverse comunità. Chiediamo, perciò, che venga fatta luce sulla reale funzione di quel luogo prima che al proprio interno si possa sviluppare l’ennesimo focolaio capace di coprire, magari, chi ha idee ben diverse da quelle propagandate dall’Italia e dall’Europa. Chiediamo, oltretutto, che come primo passo si impedisca l’utilizzo di una lingua diversa dall’italiano e, per finire, l’accertamento sui permessi (anche in termini di sicurezza, uscite di emergenza, etc) di tale luogo, compreso il libro degli iscritti a tale “circolo” ed i dipendenti che, in teoria, in esso svolgono qualche professione. E’ inammissibile che si continui a vivere con un luogo di questo tipo in mezzo a dei palazzi altamente popolati senza che nessuno, da anni, muova un dito. Se questo appello non dovesse esser accolto da nessuno, siamo pronti a scendere in piazza e farci sentire dai diretti interessati. Non è più tempo di girarsi dall’altra parte: lotta con noi per la tua civiltà". E' quanto afferma in un comunicato Forza Nuova sez. Alta Terra di Lavoro.

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