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Politica Nazionale

Crisi del lavoro in Umbria, Nevi (FI): “Sono dati allarmanti quelli diffusi dall’Istat relativi alla fuga di nostri corregionali”

Di Edoardo Desiderio 16 Gennaio 2017 – 15:39 2 min di lettura

NEVI FI ASI copy copy copy(ASI) Perugia – Il Presidente di Forza Italia e Capogruppo in regione, Raffaele Nevi, lancia l’allarme sulla crisi residenziale ed occupazionale in Umbria:
“Sono dati allarmanti quelli diffusi dall’Istat relativi alla fuga di nostri corregionali che hanno deciso di emigrare fuori dall’Umbria in altre regioni d’Italia o addirittura in paesi esteri e i dati della Cgil sulla crisi del mondo del lavoro, che segnano un fallimento della gestione delle politiche economiche e sociali portate avanti sino ad ora dalla maggioranza in Regione e devono prenderne atto”.


Solamente nel 2015 infatti, secondo l’Istat, sono stati 8.478 gli umbri che hanno deciso di spostare la residenza in altre regioni italiane, di questi 2.241 hanno deciso di risiedere all’estero. Il saldo tra chi è partito e chi è arrivato è sostanzialmente in negativo, in quanto sono solamente 6.281 le persone che nello stesso periodo hanno chiesto la residenza in Umbria, precisamente 3.870 provenienti da fuori Italia e 2.411 da altre regioni.
“Sono dati che devono far riflettere” – aggiunge Nevi- “soprattutto chi ha responsabilità di governo regionale e che testimoniano che senza politiche serie la nostra regione è destinata, con il passare del tempo, a perdere sempre più residenti. Ed è preoccupante l’analisi, sempre fornita dall’Istat, di una regione che vede uno stop fortissimo delle nascite ed una crescita consistente di anziani, che accende un serio campanello di allarme sul passaggio generazionale che ne consegue. La Regione non può fare finta che tutto sia a posto, servono azioni mirate e sufficientemente adeguate affinché ci sia quel giusto sostegno alle famiglie. Il rapporto Ires della Cgil, che evidenzia la crisi del mondo del lavoro e le difficoltà soprattutto per i ragazzi di accedervi va, di pari passo con i dati riportati sopra. E’ di fatto una conseguenza. Perché senza prospettive lavorative un giovane è chiamato a compiere scelte di vita che lo portano in altre zone d’Italia o peggio ancora all’estero. In negativo purtroppo l’Umbria, rispetto alle regioni limitrofe e della media nazionale, ottiene il primato del 11,7 per cento della popolazione che tra i 18 e i 59 anni ha lavorato meno del 20 per cento rispetto alle proprie possibilità.
A tal proposito aggiunge il Capogruppo in regione: “nel 2014 il rischio povertà si attestava al 21,9 per cento, mentre nel 2016 questo dato è salito sensibilmente di oltre sei punti, attestandosi al 28, 5 per cento e ciò significa che circa 240 mila umbri sono a rischio povertà. In larga parte è un dato che risente della perdita di occupazione derivante dalla chiusura di realtà industriali. Comunque è un dato molto preoccupante, che un quarto della popolazione regionale viva in una situazione di grande incertezza sul proprio futuro”.

Edoardo Desiderio – Agenzia Stampa Italia

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