(ASI) Roma - "Anche in Italia il popolo dei 'fregati', dei traditi, di chi non crede più nei partiti e nel loro sistema di gestione della cosa pubblica ha vinto.

 

Un popolo è tornato a votare per far capire che è pronto a tornare in campo; è lo stesso popolo che ha mandato in malora tutti i partiti della prima repubblica, che ha cercato di cambiare votando i nuovi partiti, poi, ha capito che era tutto inutile e si è ritirato nel privato.

Ora c’è bisogno di idee chiare, di una proposta precisa, di un progetto unico che rimetta insieme gli Italiani qualunque sia stato il loro passato politico per salvare questa stupenda nazione abitata da un popolo che ha sempre trovato la forza di reagire.
Per fare chiarezza sulle cose elementari, bisogna capire che non ha vinto la costituzione vigente, una legge che non ha neanche la portata, per sua stessa definizione, di legge costituzionale. Infatti la Costituzione, per sua natura, deve essere per tutti i cittadini, mentre questa legge che abbiamo nasce come strumento di parte.
Dobbiamo creare uno strumento che possa riportare in Italia la politica ormai assente da vari decenni: una politica che, traendo forza da un’ampia base popolare, sappia controllare e rintuzzare gli attacchi della finanza speculativa e globalizzante, che sappia rilanciare l’economia produttiva e ricrei lo spirito di partecipazione autentica alla vita pubblica.
Il dato più importante di questo referendum è che i giovani sono tornati a votare per dire NO alla svendita del loro futuro, alla perdita di sovranità, alla necessità, per sopravvivere, di abbandonare queste terre stupende piene di storia e di cultura. E’ un segnale preciso.
Ora è nostro preciso dovere fare in modo che si possa costruire un grande movimento di incontro e di confronto per rigenerare lo spirito comunitario, ritornare a riconoscere gli autentici valori fondanti del nostro popolo, uscire dalla crisi, etica, culturale, sociale ed economica e riconquistare la sovranità perduta.
Grazie Italiani per questa grande prova di intelligenza e coraggio.
Il Fronte Nazionale è pronto, anche a sciogliersi, se necessario purchè si raggiunga lo strumento della riscossa nazionale per poi arrivare alla costruzione di una Europa vera". E' il commento di Adriano Tilgher segretario nazionale del Fronte Nazionale.

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