(ASI) In vista delle Comunali di Roma del prossimo 5 giugno abbiamo incontrato Jessica De Napoli, candidata nella lista Alfio Marchini, parlando della situazione della Capitale e delle sue proposte per far rinascere la città.

Chi è Jessica De Napoli e perché ha deciso di candidarsi come consigliere comunale a Roma?

Una ragazza di 29 anni che da quando ne ha 14 ha deciso di impegnarsi attivamente per cercare di dare un contributo reale al progresso della città. Mi candido al Comune di Roma dopo 8 anni al servizio del mio Municipio. In questo tempo ho avuto l’opportunità di crescere in esperienza, in consapevolezza, in professionalità e in competenza, questo bagaglio formativo ora vorrei metterlo a disposizione di tutti i romani.  

Perché gli elettori dovrebbero votare per il vostro candidato sindaco, Alfio Marchini , e non per uno degli altri candidati?

Per prima cosa perché il suo programma elettorale è snello e attuabile. Marchini non promette soluzioni miracolose ai problemi di Roma ma li affronta con idee concrete e immediatamente realizzabili. Secondo punto, Marchini, fra tutti i candidati in corsa per arrivare al ballottaggio contro i 5 Stelle, è l’unico che può vincere. E’ un moderato e Roma ama la moderazione, non l’estremismo. E poi Marchini può rappresentare quel federatore unico nel quale la maggior parte dei cittadini potranno ritrovarsi.

Sicurezza, strade, trasporti, sociale o legalità? Quale dovrebbe essere a suo giudizio l’ordine in cui la prossima amministrazione capitolina dovrebbe affrontare queste emergenze e perché?

I problemi di Roma sono davvero tanti. Uno dei nervi scoperti della città, quello che maggiormente mi segnalano i cittadini, è la mancanza di sicurezza. Tema che può essere declinato nelle sue diverse sfaccettature: dall’abusivismo all’accattonaggio, dalla presenza dei campi rom ai fumi tossici, dalla rapine ai furti, dallo spaccio alla microcriminalità. La prima cosa da fare è ridare sicurezza ai cittadini, sia percepita che reale.  

Una volta eletta quale sarebbe la prima proposta di legge che presenterebbe?

Nessuna legge in quanto il Comune non ha il potere di legiferare. Quello che porterei in Aula come delibera invece è un nuovo regolamento che consenta una rimodulazione delle tasse a vantaggio dei cittadini, sia sulla tariffa dei rifiuti che sull’illuminazione stradale.

Lei faceva parte della scorsa legislatura, seppur all’opposizione. Qual è stato a suo parere il più grande sbaglio dalla precedente amministrazione, e che eredita il sindaco Marino, di fatto dimissionato dal suo stesso partito, il Pd?

Il più grosso errore è stato eleggere Ignazio Marino e la vera tragedia è stata quella di averlo avuto come sindaco. Il peggiore amministratore che Roma abbia mai avuto.

Secondo lei cosa rappresenta oggi Roma nell’immaginario dei turisti stranieri e degli italiani?

Ogni anno Roma registra un incremento nel numero dei turisti. Questo dato conferma che la Capitale è ancora appetibile e rappresenta una meta ambita e ricercata. Se non avessimo avuto Ignazio Marino per due anni e mezzo come sindaco e il Commissario Tronca in questi ultimi 6 mesi probabilmente Roma avrebbe potuto mostrare già da tempo un volto da vera Capitale europea e non da suk.

Il centrodestra si presenta a queste elezioni comunali diviso. Non teme che ciò potrebbe penalizzarvi a vantaggio del Pd e del Movimento 5 stelle?

Non credo. Se dovessimo attuare il principio delle penalizzazioni le potrei rispondere che il Pd è penalizzato da Fassina e rischia di non arrivare la ballottaggio. E’ più semplice dire che ogni candidato ha il suo programma e la sua credibilità. C’è chi promette soluzioni alla Harry Potter e chi invece ha obiettivi concreti. I romani non sono stupidi, sapranno decidere con la testa e con il cuore.

Nella scorsa legislatura lei ha condotto una campagna contro le unioni civili. Il governo ha dato varato una legge che le legalizza. Il leader leghista Salvini ha chiesto ai sindaci di praticare l’obiezioni di coscienza in materia. Può illustrarci la sua posizione in merito?

Le priorità per Roma e su Roma sono altre. I cittadini vogliono risposte su strade, traffico, sicurezza, legalità, commercio, case, servizi sociali. Temi che ogni cittadino vive nella quotidianità. Per il prossimo sindaco di Roma, le Unioni Civili non credo debbano essere una priorità da mettere in cima alla sua agenda operativa.

Fabrizio Di Ernesto  -  Agenzia Stampa Italia

 

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