(ASI) Intervista al portavoce di centro-destra.it Carlo Prosperi, tra Roma e futuro del centrodestra
Oggi in una generale situazione di calo di interesse dei giovani verso la politica e l'associazionismo, tu sembri andare nella direzione opposta. Dove trovi l'interesse e la forza per andare avanti? Il generale calo di partecipazione nella vita politica e sociale nel nostro Paese è un fenomeno allarmante, seppur segua un trend ormai endemico alle democrazie occidentali.
La crisi dei debiti sovrani ha fortemente diminuito le capacità della società di autorigenerarsi, di poter pensare al futuro.
Pensiamo all'oggi, senza ricordarci di cosa siamo stati ieri, e di cosa potremmo essere nel futuro.
La Generazione Erasmus non ha radici, è senza futuro. Il presente, cio' che avviene oggi, è tutto ciò che conta. Nel malessere del "presentismo", un impegno dis-interessato viene considerato anacronistico, fuori dal tempo.
La retorica antipolitica, quella che divide fra una casta gerontocratica e corrotta da una parte ed una moltitudine di cittadini onesti e giovani dall'altra, ha funzionato da moltiplicatore di questo distaccamento. Ha dilatato la ferita, come un acido.
Chi fa è visto come un arrampicatore sociale, un parassita che si nutre della forza vitale di altri per la propria sopravvivenza umana.
Ho considerato la politica come rappresentanza di interessi e adesione a valori non negoziabili, come militanza, onnivora ed onnicomprensiva.
Continuare è difficile. Richiede difficili scalate per raggiungere gli obiettivi che, solo qualche anno fa, erano di facile realizzazione. Però, bisogna continuare perchè il futuro, noi giovani, lo costruiamo da noi, da muratori. Ed un mattone dopo l'altro, getteremo delle fondazioni solide.
Parlaci del progetto centro-destra.it.
centro-destra.it è una piattaforma di condivisione di idee per la rinascita del centrodestra di governo.
Constatando con amici, conoscenti e colleghi la continua proliferazione di partiti e partitini della diaspora successiva all'implosione del Popolo della Libertà, della potenza elettorale da zero virgola, abbiamo ragionato sulla messa a disposizione della comunità umana e politica del centrodestra una piattaforma di discussione, di dibattito, di costruzione.
Totalmente a costo zero grazie alle nuove tecnologie, abbiamo raccolto le adesioni di diverse anime, in tutto il territorio nazionale. Le personalità coagulate attorno la figura del Direttore Giorgio La Porta sono in aumento costante, spinte dalla volontà di ricostruire ciò che abbiamo perso per particolarismi ed incompetenza.
Da cosa dovrebbe rinascere il centrodestra?
Lo sfettucciamento della mia area di riferimento e l'egemonia culturale del renzismo nel dibattito pubblico in Italia impongono una riflessione importante a quella comunità che dal '94 ha visto, e per taluni vede, Silvio Berlusconi a capo di una coalizione composita.
Il primo governo di grande coalizione nel nostro Paese dall'avvento del bipolarismo e l'entrata in Parlamento di forze antiparlamentari hanno mutato la genetica del nostro Paese. Una situazione congiunturale in Europa, con la crescita dei partiti euroscettici a destra e sinistra. Dalla destra/sinistra, la dicotomia è ora fra europeisti e antieuropeisti. Ed io mi schiero dalla parte di chi è profondamente europeista, per una destra che sia inserita nei valori popolari.
Se fossi stato elettore francese, avrei scelto l'alleanza fra centro e destra voluta dai Repubblicani di Nicolas Sarkozy e rigettato la destra lepenista.
La foto di Bologna sposta il baricentro della diaspora del Popolo della Libertà a destra di tutto ciò che è nella maggioranza di governo, senza alcuna proposta di governo se non le grida per la difesa del 'pane e salame'. Il doppio turno dell'Italicum imporrà una raffinata scelta culturale. O con Renzi depurato dalle impurità della sinistra cuperliana e civatiana, o con il "Be.Sa.Me" incentrato sulle tematiche identitarie e securitarie. Io scelgo il primo, per cambiare un Paese e renderlo governabile.
Il risanamento del centrodestra, nel suo essere destra unita al centrismo, potrà avvenire tramite, prettamente, due strumentalità: il primo, una leadership di Sindaci e amministratori locali che governano le maggiori città, e l'aderenza ai valori di quella piazza San Giovanni del 20 Giugno che ha coinvolto tutte le forze che si oppongono alla perdita della dignità umana con pratiche abominevoli come la surrogazione di maternità.
Ritroviamo la gioia di dirci conservatori.
Una tua idea sulle elezioni a Roma?
Una efficace metafora della percezione di Roma è possibile grazie alla percezione cinematografica. Il classico La Dolce Vita di Fellini riassumeva il volto di Roma all'apice della sua bellezza e attrattività internazionale. L'attualissimo Suburra invece è la Roma colpita da Mafia Capitale, del sottobosco di melma politica e criminalità organizzata che dirige i fili dell'amministrazione capitolina. Le ultime amministrazioni di Roma sono state, per così dire, degli insuccessi del sistema dei partiti nel territorio capitolino.
La Storia si presenta sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa. Quella di Gianni Alemanno è stata una gestione fallimentare, quella di Ignazio Marino un'opera tragicomica di un declino annunciato in partenza, proveniente dalla società civile genovese e rimasto su un lontano pianeta nella sua parte di "Sindaco Marziano".
Ed intanto i sondaggi danno il Movimento 5 Stelle in crescita costante nelle periferie. E' dalla cattiva politica che sorge l'antipolitica. Solo con un nuovo anticorpo è possibile terminare l'effetto del virus della malagestione. Una figura nuova, romana, che possa coagulare le forze politiche in un'unica coalizione istituzionale contro i movimenti antisistemici. Il M5S al governo di una città come Roma, con i grandi eventi che affronterà in futuro, è uno dei peggiori incubi che disturbano il mio sonno.
Oltre l'uomo impegnato, chi sei?
Risponderò con un aneddoto. Durante un intervento per spiegare una filosofia di team, ho utilizzato una metafora presa dai videogiochi e dai fumetti. Quando inizia un'avventura nei videogiochi di ruolo, come Final Fantasy, da bambino si tende a rafforzare il personaggio principale, per avanzare velocemente nel gioco. In alcuni momenti, però, gli squilibri nella potenza dei personaggi portano al blocco nei progressi. I nemici diventano sempre più potenti, e la squadra relativamente più debole a fronte della forza del protagonista. Le probabilità di vittoria diventano sempre più basse data la crescita asincronica. Bisogna pensare al bilanciamento della squadra, perché la complementarità permette l'efficacia nel raggiungimento di un obiettivo.
Ho dovuto spiegare al pubblico presente che possiedo una innata voglia di esplorare. L'esplorazione geografica ha sviluppato la passione per gli affari esteri. I Mondi, però, non terminano nel globo. Per questo, passo ore a leggere. Possiedo molti fumetti. Ho la libreria riempita di lavori di Tiziano Sclavi e titoli giapponesi. E, naturalmente, amo sfogliare libri di genere fantasy, fantascientifico e epico. Per rimanere nei trend contemporanei, l'Universo di Star Wars è uno dei miei preferiti.
La capacità di costruire un immaginario è una delle qualità più importanti nell'essere umano.
Guglielmo Cassiani Ingoni - Agenzia Stampa Italia