Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Nazionale

Rete Studenti Medi Sicilia. Piano Nazionale sull'Edilizia Scolastica. Mattone su Mattone, ricostruiamo l’Istruzione?

(ASI) Il governo Renzi lancia a gran voce il già annunciato piano di edilizia scolastica, progetto ampio e complesso attraverso cui il Presidente rilancia un notevole investimento sull’apparato sanitario, igienico  e strutturale delle scuole di tutto lo stivale, congelando poco più di un miliardo di euro da utilizzare per questa ambiziosa sfida (1.094.000.000 euro).

Di Redazione ASI 12 Luglio 2014 – 14:33 2 min di lettura

La si chiama sfida proprio per sottolineare la difficoltà dell’operazione: stando ai dati dell’ultima edizione dell’Ecosistema Scuola, ricerca indetta da Legambiente periodicamente, oltre il 60% delle scuole sarebbero state costruite prima del 1974, il 37,6% necessiterebbe di interventi di manutenzione urgente e il 38,4% si troverebbe  in aree a rischio. Sempre secondo Legambiente,  solo l ’8,8%  degli edifici invece sono stati costruiti seguendo criteri antisismici. In più, nei Comuni che si trovano in area a rischio sismico (zona 1 e 2) e idrogeologo, solo il 21,1% gli edifici ha compiuto tale verifica.  Di fronte a questo quadro tanto desolante, il consiglio dei Ministri e il Presidente Renzi si ripropongono di ribaltare la situazione partendo dalle basi, articolando una larga proposta in tre grandi ordini di necessità:

-ScuoleBelle: questa categoria riguarderebbe le scuole le cui carenze strutturali sono ridotte, se non minime. Coinvolgerà circa 17.000 scuole, sulle quali si interverrà in merito di manutenzione, decoro e ripristino funzionale;

-ScuoleSicure: le scuole interessate mostrano problemi edilizi di ordine medio e grave. 2400 degli edifici scolastici saranno messe a sicurezza, ne verranno rimossi materiali dannosi o nocivi alla salute (amianto), verranno dotate di barriere architettoniche;

-ScuoleNuove:  il governo si impegna a costruire da zero 404 nuove scuole.

Sebbene il piano sull’edilizia segni sicuramente la fine di una  fase politica di totale disinteresse nei confronti delle problematiche scolastiche, i miglioramenti e le modifiche attivate rilevano soltanto un timido approccio alla risoluzione del problema, coinvolgendo comunque quasi la metà delle scuole italiane.

Nel Sud Italia, dove la situazione appare sicuramente più critica e sconfortante, gli investimenti annunciati sembrano riduttivi e insufficienti: in Sicilia, dove il 57,5% degli edifici necessita di manutenzione straordinaria, vengono stanziati appena 91 Milioni, cifra senza dubbio incapace di coprire l’enorme falla dell’edilizia scolastica nell’Isola.

“Chiediamo a gran voce investimenti seri e completi, che non si riducano a semplici palliativi” – dichiara Andrea Manerchia, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Sicilia – “Gli studenti siciliani non possono più sentire sulla propria pelle la responsabilità di una scuola che non è chiaramente a misura di Ragazzo. Non è accettabile o tollerabile, nel 2014, che uno studente rischi di compromettere la propria salute sui banchi di scuola.”

“ Sebbene la proposta del Presidente Renzi segni un timido cambiamento di rotta” continua, “ non è sicuramente questo l’intervento che aspettiamo per risanare una gravosissima situazione come la nostra, in una Messina dove gli studenti sono costretti a studiare nei capannoni, così come in una Palermo i cui uffici deputati ricevono giornalmente decine e decine di segnalazioni a proposito di rischi edilizi e crolli strutturali, da parte di plessi, scuole e succursali sparse per il capoluogo. Prima ancora di parlare di scuola, è necessario parlare di  sicurezza”.


Redazione Agenzia Stampa Italia

 

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