(ASI) Venezia – Il Governatore del Veneto Luca Zaia ha incassato parecchi sì nel riproporre una ricetta di qualche anno fa: il rimpatrio di molti immigrati in stato di indigenza o difficoltà nel nostro Paese. La proposta, discussa l’11 marzo in Consiglio Regionale, ha nel frattempo registrato l’assenso delle associazioni degli stranieri degli industriali, delle Camere di Commercio e persino dell’Italia dei Valori.

Luca Zaia ha spiegato martedì 11 marzo di voler impiegare buona parte della gestione del budget destinato alla Consulta dell’immigrazione (si tratta di un milione di euro) al finanziamento di progetti di rimpatrio e prestiti d’onore per gli stranieri desiderosi di tornare nel loro paese, al fine di avviare un’attività. Precisando che non si tratta assolutamente di razzismo, il Governatore ha spiegato inoltre che su ogni tre disoccupati circa, uno è immigrato. Essendo privi di ammortizzatori sociali, il rischio  che finiscano in clandestinità, o delinquano pur di sopravvivere.

Abdallah Kherzaji, vice presidente della Consulta, afferma che la situazione descritta dal Governatore è veritiera, e si ritiene favorevole ai progetti di rimpatrio. Si sta arrivando a creare punti di mutuo soccorso a livello alimentare, e ciò non era mai successo prima. Sfruttando anche i fondi UE, ed interessando i consolati e le ambasciate, le soluzioni di rimpatrio concordate sarebbero un’ottima soluzione.

Favorevole anche Valentina Montesarchio di Unioncamere e Luca Innocentini della Consulta per Confindustria Veneto. Unica voce fuori dal coro la Caritas, secondo la quale, i progetti precedenti sono finiti in “un buco nell’acqua” (Mons. Dino Pistolato). E’ chiaro, il progetto andrebbe studiato bene, soprattutto quello dei prestiti d’onore (non dovrebbero essere intascati per poi tornare dopo 6-8 mesi). Tuttavia, se ciò può aiutare il migrante, si può pensare seriamente a procedere al suo rimpatrio.

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

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